Diario di viaggio in Europa Orientale: da Budapest a Helsinki (parte 1)

diario viaggio europa orientale

Ciao ragazzi, oggi lascio la parola a un grande viaggiatore e lettore di questo blog, che ha voluto gentilmente condividere con tutti noi il suo diario di viaggio in Europa Orientale.

Caro Alfonso, a te la parola, facci sognare!

Salve cari amici di VoloGratis.org, sono Alfonso, un assiduo lettore e frequentatore del blog di Andrea Petroni & Co., e ho deciso di condividere con voi il mio diario di viaggio in Europa Orientale. Una lunga avventura post laurea intrapresa quest’estate per celebrare il grande traguardo finalmente raggiunto.

Sono partito con un mio caro amico per un tour in questa parte d’Europa toccando in tre settimane 7 nazioni e 10 città. Siamo partiti solo in due perché un viaggio del genere può essere affrontato solo con chi ha il tuo stesso senso del “sacrificio da viaggio”, una persona disposta a fare camminate infinite, uscire al mattino presto e rientrare tardi la sera, e che non rompa le scatole con  “Ma ci fermiamo?”, “Quando arriviamo?”, “Torniamo in albergo?”.

Ma bando alle ciance. Partiamo da Budapest il 4 agosto per ritornare in Italia da Helsinki il 24, dopo aver percorso quasi 3000 km, passando per Vienna, Cracovia, Varsavia, Danzica, Vilnius, Riga, Tallinn e Tampere. Le foto le trovate sul mio account Instagram @happylonzo e nell’hashtag #eet16 (Europe east tour 2016).

Gli ostelli e gli appartamenti li abbiamo prenotati su Booking.com, usufruendo anche dei frequenti vantaggi dati dal programma Genius (spesso viene applicato un 10% di sconto al soggiorno). I trasferimenti li abbiamo effettuati con diverse compagnie di bus europee, e il trasferimento da Tallinn ad Helsinki con la nave.

Partiamo dall’aeroporto di Roma Fiumicino con un volo Wizz Air (comprensivo di bagaglio in stiva), e arrivati nella capitale ungherese raggiungiamo facilmente il centro con il comodissimo collegamento metropolitano.

 

1° Giorno (4 agosto): BUDAPEST

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Arriviamo in metro all’ostello (City hostel Pest) nel primo pomeriggio. E’ molto spartano nonostante le buone votazioni di Booking.

Dall’ostello, situato nella parte bassa di Pest (di fronte alle terme Gellert), raggiungiamo a piedi il Ponte delle catene, lo attraversiamo, percorriamo il lato del Danubio di Buda, torniamo a Pest tramite il ponte successivo, e giriamo un po’ per avere un’idea generale delle vie del centro. Ceniamo in un fast food thai nella zona dei ruin pubs, facciamo un’altra passeggiata e torniamo in ostello.

 

2° giorno (5 agosto): BUDAPEST

Sveglia presto per andare a prenotare la visita guidata al Parlamento.

Attraversiamo il Ponte delle Catene, prendiamo la funicolare (caratteristica quanto costosa, se raffrontata al prezzo di tante altre attrazioni della città) e saliamo sulla collina del Palazzo Reale, della Chiesa di San Mattia e del Bastione dei pescatori.

Scendiamo a piedi fino ad arrivare alla mastodontica Chiesa di Santo Stefano (qui saliamo anche sulla sua cima). Visitiamo la splendida Sinagoga e pranziamo nel quartiere ebraico mangiamo un delizioso fish & chips accompagnato da un buonissimo Langos, una specie di pizza fritta ungherese bella zeppa di formaggio e panna acida.

Ci dirigiamo poi al Parlamento dove ci attende una simpaticissima guida ungherese che ci diverte con ammonimenti del tipo  “state attenti alle guardie perché a loro piace salutare con sciabolate a cadenza di 5 minuti”.

Finito il tour andiamo all’Isola di Margherita, ci rilassiamo su una zattera improvvisata sulle rive del Danubio, e poi continuiamo a camminare verso la stazione centrale per dare un’occhiata al suo “fascino decadente”.

Torniamo in ostello per farci una doccia, dati i costanti 36/38 gradi che ci hanno costantemente accompagnato per tutta la giornata, e andiamo a cenare vicino al mercato coperto. Il posto si chiama Pub For Sale e ve lo consiglio vivamente: tappezzato di bigliettini in cui lasciare la propria “traccia” e col pavimento coperto di paglia e gusci di arachidi. Mangiamo un buonissimo goulash che smaltiamo facendoci l’unico ponte cittadino che non avevamo ancora percorso, il bianchissimo Ponte Elisabetta in preda ad una tramontana che per poco non ci catapulta nel fiume.

Passati sull’altra riva, torniamo all’ostello attraversando il Ponte della libertà chiuso al traffico per lavori ed occupato da orde di ragazzi arrampicati sugli stalli, intenti a bere sidro di ciliegie, cantare e imbastire pasti comuni, una bellissima situazione.

 

3° giorno (6 agosto): BUDAPEST

Si parte per la Citadella dopo aver fatto un bel giro per il Mercato coperto. Un cammino lungo e in salita, ma in vetta veniamo ricompensati non solo dalla vista sulla città, ma anche da deliziosi Kurtoskalacs, i tipici dolci ungheresi. Scendiamo e ci rechiamo alle terme Gellert, proprio quello che ci voleva dopo decine e decine di chilometri macinati in due giorni…piscine, terme, saune. Qui ci fermiamo per almeno 6 ore!

Torniamo a sciacquarci in ostello per poi cenare e recarci dopo allo Szimplas, un pazzissimo e divertentissimo Ruin pub. A fine serata siamo di nuovo in ostello per la prima “reimpacchettata delle valigie”.

 

4° giorno (7 agosto): VIENNA

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Partiamo alle 9:15 con un bus spaziale della compagnia ceca Regiojet. Arriviamo a Vienna puntuali alle 14:00.

Lasciamo le valigie in albergo (Allyouneed hotel), bello e pulito, e dato che questa è la mia seconda volta nella capitale austriaca, ottimizziamo la visita selezionando i suoi punti nevralgici.

Passiamo per Karlsplatz, per la Secessione, per il Burgarten pieno zeppo di gente come non l’avevo mai visto, per il Rathaus, – che dopo averlo visto pieno di mercatini di Natale ora lo vedo in versione “cinema all’aperto” – per il Parlamento, per l’Hofburg, Looshaus, Kohlmarkt dove prendiamo qualcosina da mangiare, il Graben e poi ancora chiese varie, il Duomo, la galleria del Freyung, il Cafe central, Judenplatz, Hoel markt con il suo storico chiosco dei wurstel e…basta credo.

Abbiamo praticamente visto quasi tutto il centro di Vienna in poco più di 4 ore.

Torniamo in albergo e poi via di nuovo verso la zona della “movida notturna” del centro città, il cosiddetto triangolo delle bermuda, per prenderci una birretta in questo affascinantissimo ed alternativo posto situato sulle sponde del canale che attraversa quel tratto di città. Ci stendiamo su delle sedie a sdraio poste su finta sabbia e restiamo lì finché non ci cacciano. Un’intensissima ma gradevolissima prima giornata viennese.

 

5° giorno (8 agosto): VIENNA

Oggi partiamo con una bella colazione a base di dolciumi austriaci al Naschmarkt, passiamo per la bella Majolikahaus e continuiamo a piedi per andare a visitare il Belvedere. L’ultima volta non ci andai e non ricordo per quali circostanze, forse credevo che ci fosse solo il Bacio di Klimt d’interessante ma stavolta mi sono ricreduto. Si tratta di uno dei migliori musei d’arte che io abbia mai visitato.

Andiamo a pranzo al Bierreither Gastwirtschaft, dove ci abbuffiamo di cotolette e di insalata di patate.

Ci rechiamo poi allo Stadtpark dove incontriamo – purtroppo – decine e decine di cacciatori di Pokemon. Nonostante tutto riusciamo ad appisolarci per una trentina di minuti.

Un po’ riposati ce ne andiamo alla Postparkasse, il capolavoro architettonico di Otto Wagner, e continuiamo sul lungo canale per approdare al meraviglioso regno di Hundertwasser.

Torniamo in albergo e sulla via del ritorno incontriamo una bizzarra piscina per onde da surf a Schwarzenbergplatz.

Doccia, valigia, e poi cena al ristorante giapponese vicino al duomo.

 

6° giorno (9 agosto): CRACOVIA

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Un bus ci conduce in 7 ore fino a Cracovia, in Polonia (per i tre spostamenti polacchi abbiamo optato per la compagnia Polskibus, una catena molto economica, sufficientemente comoda e con un buon wi-fi a bordo).

Raggiungiamo l’alloggio Words & Swords gestito da Magda, una donna simpatica che vive insieme a un cane e a un gatto. Lasciamo i bagagli e usciamo subito.

Cambiamo qualche euro in zloty e ce ne andiamo a mangiare la nostra prima zuppa con i pierogi. Che delizia! Il locale si chiama Bar Smack e con 5 euro a testa (20 zloty) mangiamo e beviamo mezzo litro di birra alla spina, da non crederci.

Iniziamo la visita di Cracovia da Barbacan, la piazza centrale (Rynek Glowny), il Mercato coperto, la Basilica di Santa Maria, la Chiesa di San Pietro e Paolo fino al Castello.

La sera ci rechiamo al Quartiere ebraico dove giriamo un po’ per le sue affascinanti stradine e ci rimpinziamo di street food polacco.

Tornando ci rendiamo conto di quanto sia bello di sera il centro storico.

 

7° giorno (10 agosto): CRACOVIA

Ci alziamo presto per andare subito al Castello (purtroppo piove ininterrottamente dalle prime ore della notte) dove andiamo subito a vedere la Dama con l’Ermellino di Leonardo, le rovine, la Grotta del drago e la torre.

Per pranzo andiamo a mangiare nuovamente quella droga chiamata “pierogi”, compriamo per strada qualche pretzel per l’umile cifra di uno zloto e mezzo (una cosa come meno di 40 centesimi di euro), e ci rechiamo all’appuntamento con l’autista che avevamo prenotato il giorno prima presso un’agenzia di tour guidati, che per 100 zloty ci porta alle Miniere di sale di Wieliczka e che al termine della visita ci riporta a casa.

Le miniere di sale sono infinite ma folgoranti, qualcosa di assurdo, un vero e proprio formicaio umano che si insinua fino a 140 metri sotto terra.

Per cena andiamo a mangiare pierogi non in uno, ma in ben due locali differenti, un vero e proprio “pierogi tour” per partire energici alla volta di Varsavia.

 

8° giorno (11 agosto): VARSAVIA

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Raggiungiamo la capitale polacca con Polskibus e con la metro ci rechiamo  all’appartamento che abbiamo affittato (Capital apartments, Old town) situato a Rynek, la piazza centrale del centro storico, insolitamente molto lontano dal centro cittadino odierno. L’appartamento è molto bello, ha anche un giardino privato sul retro.

Usciamo, visitiamo la Cattedrale di San Giovanni, la meravigliosa piazza patrimonio Unesco con la Colonna di Sigismondo, e il Castello. Camminiamo incessantemente come nostro solito ed arriviamo alla Tomba del milite ignoto, al Palazzo della Cultura, alla Chiesa di Sant’Anna, alla trafficatissima Nowy Swiat per poi arrivare allo Stadio nazionale (quello costruito in Occasione degli europei di calcio 2012) oltrepassando un bellissimo ponte sulla Vistola.

Dallo stadio prendiamo la metro e arriviamo al ristorante Lokal dove ci aspetta una mia cara amica sarda che si trova a Varsavia per lavoro. Dopo cena andiamo a Nowy Swiat in un posto molto “cool” e pieno di bar all’aperto. Con il bus ci rechiamo poi a Politeknika e ci fermiamo a bere un drink al Plan B, un locale molto hipster.

 

9° giorno (12 agosto): VARSAVIA

Stamattina cominciamo dalla Cittadella, a nord del centro storico. Arriviamo lì un po’ delusi, c’è solo che un immenso giardino racchiuso tra vecchie mura, inaccessibile e difficile da raggiungere.

In preda alla delusione prendiamo il tram che ci porta al Cimitero ebraico, il più grande d’Europa.

Saliamo su un altro bus che ci porta al Parco Lazienki, dove si trova un bell’anfiteatro che sovrasta il fiumiciattolo. Da lì ci muoviamo a piedi e pranziamo al Milky bar Bambino, un locale frequentato esclusivamente da polacchi. Nessuno di loro parla inglese, nemmeno la cassiera e cuoche che ti passano il cibo dalla finestrella, anche il menu è nella loro lingia. Nella bolgia ci avviciniamo alla cassa e ordiniamo a caso gran parte dei piatti, ma ne restiamo comunque soddisfatti, e poi l’ambiente è fenomenale! Neanche usciamo di qui che a due passi ci troviamo di fronte una magnifica pasticceria.

Sempre in bus andiamo verso Praga, la parte della città che si trova oltre la Vistola, affascinantissima nella sua decadenza e nella sua diversità rispetto al resto di Varsavia. Visitiamo anche la Soho factory, impressionante per il modo – antitetico – in cui si rapporta con il tessuto cittadino che la circonda, un lampante esempio di gentrification ancora nascosto a molti.

Torniamo verso il centro città oltrepassando il ponte e camminando sul nuovissimo Lungo Vistola che possiede tante originali attrezzature.

Prendiamo una birra in uno dei locali sul fiume e alle 9 e 30 e andiamo a vedere lo spettacolo della Fontana multimediale.

Torniamo a casa ma non prima di aver mangiato un’enorme Zapiekanka (una fetta lunga e stretta di pane bruscato condita con formaggio e funghi trifolati). Andiamo a dormire, pronti per trasferirci l’indomani a Danzica.

 

Il Diario viaggio in Europa Orientale di Alfonso continua, presto la seconda parte.

crediti foto: copertina Blizniak pixabay, Vienna, Cracovia, Varsavia, Budapest.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post.

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