Isola di Tavolara: cosa vedere tra spiagge, storia e leggende

isola di tavolara

Nella Sardegna nord-orientale, poco distante da Olbia, si erge l’Isola di Tavolara. Un maestoso massiccio calcareo che raggiunge l’altezza massima di 565 metri sul livello del mare, visibile da chiunque passi tra Olbia, San Teodoro e Budoni, e che aiuta ad orientarsi lungo costa.

Un luogo bellissimo e leggendario che fa parte dell’Area Marina Protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo, e che ti suggerisco di visitare durante la tua vacanza in Sardegna perché, credimi, ne rimarrai a dir poco affascinato.

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A proposito, ma lo sai che l’isola di Tavolara è il regno più piccolo del mondo? Continua a leggere, ti racconterò tutto in questo post.

Isola di Tavolara: come raggiungerla

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Da Porto San Paolo, che dista circa 13 km da Olbia, partono delle imbarcazioni che conducono all’isola in circa 15/20 minuti. Il biglietto costa € 16 a persona andata e ritorno per gli adulti (i bambini da O a 3 anni viaggiano gratis, e tra i 4 e i 12 anni pagano il 50%) e si acquista nella biglietteria del porto. Se ci andrai nel mese di agosto ti suggerisco di recarti in biglietteria con un certo anticipo rispetto all’orario di partenza perché troverai sicuramente un po’ di coda. Per maggiori informazioni su orari e prezzi ti consiglio di dare un’occhiata al sito web di Tavolara Traghetti.

Isola di Tavolara: tra storia e leggenda

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Il fascino di Tavolara non è solo dettato dalla bellezza del mare e delle sue calette, ma anche dalla storia che si intreccia alla leggenda.

Tutto ebbe inizio sul finire del Settecento con Giuseppe Bertoleoni (corso-genovese) che da Genova si imbarcò su una piccola nave da diporto in cerca di una terra da abitare. Costeggiando la Corsica giunse nell’arcipelago della Maddalena dove sposò due donne. Un bel giorno del 1806 decise di dividere la sua famiglia lasciando la prima moglie sull’isola di Santa Maria e raggiungendo con la seconda l’isola di Tavolara, dove si stabilì definitivamente dedicandosi sia alla coltivazione della terra che all’allevamento delle capre selvatiche: le capre dai denti d’oro, così chiamate per via della colorazione dei loro denti data dal consumo di piante come l’euforbia che si trovava solo in quella parte della Sardegna.

Nel 1836 approdò sull’isola il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia che si presentò come “Re di Sardegna” e sembra che in quell’occasione Bertoleoni ripose prontamente “io sono il re di Tavolara”. Carlo Alberto soggiornò a Tavolara per circa una settimana e quando lasciò l’isola gli regalò un orologio d’oro e acconsentì a riconoscere l’indipendenza dell’isola.

In realtà però dopo poco arrivò dalla prefettura di Sassari, a firma del re, una pergamena che infeudò Giuseppe e i suoi eredi ma non li riconobbe sovrani di Tavolara, infatti i Bertoleoni non figurano negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia.

A Giuseppe succedette il figlio Paolo (detto Polo) che si proclamò re Paolo I, a cui succedette il figlio Carlo (Carlo I).

La leggenda narra poi che nel 1896 – durante il “regno” di Carlo I – l’isola di Tavolara fu visitata dagli inviati della regina Vittoria del Regno Unito che riconobbe tacitamente il piccolo regno, e che in una sala di Buckingham Palace a Londra si conservi la foto della famiglia “reale di Tavolara” insieme a quella degli altri regnanti della terra.

I Bertoleoni hanno oggi solo alcune case e due ristoranti poiché l’isola appartiene anche in parte alla Nato e alla famiglia veneto-romana dei Marzano. Però l’ultimo discendente Tonino Bertoleoni si definisce ancora oggi Re di Tavolara.

Isola di Tavolara: cosa vedere

Arrivando con il battello da Porto San Paolo si attracca a Spalmatore di Terra dove si trova qualche insediamento civile, tra cui due ristoranti (da Tonino Re di Tavolara e La Corona) e le spiagge più belle.

I ristoranti sono ovviamente specializzati in pesce ma puoi andarci anche semplicemente a bere un caffè o a comprare un gelato. D’estate organizzano anche cene con tanto di trasporto in barca andata e ritorno da Porto San Paolo.

isola di tavolara ristoranti

cosa visitare a tavolara

Sul lato rivolto verso il continente (Punta Timone) c’è invece un faro di segnalazione marittima e una base militare NATO destinata alle telecomunicazioni terrestri.

Per visitarla ti consiglio di indossare il costume da bagno e di portare con te, oltre alle comodissime infradito per la spiaggia, anche un paio di scarpe da ginnastica (o da trekking) perché non puoi di certo esimerti dal fare una bella passeggiata – che non dura più di 10/15 minuti – nella macchia mediterranea, tra il Ginepro fenicio, il rosmarino, il Lentisco e piante tipiche dell’ambiente delle dune costiere e degli stagni temporanei. Non dico di scalare la cima Punta Cannone, peraltro raggiungibile solo tramite via ferrata e con guide esperte.

Prima di spalmarti sulla spiaggia e a tuffarti nel meraviglioso mare cristallino, ti suggerisco di fare una passeggiata partendo dal  centro informazioni che troverai subito dietro ai due ristoranti.

Ti ritroverai subito di fronte a una caletta ma non farti prendere subito dalla voglia di relax,

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prosegui per un minuto lungo il sentiero e ti ritroverai nel cimitero in cui è sepolta la casa reale.

cimitero isola di tavolara

tombe reali isola tavolara

Proseguendo lungo il sentiero, godendo di una vista mozzafiato,

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giungerai su una striscia di terra con il mare sia a destra che a sinistra, una spiaggia piccola ma deliziosa.

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Puoi scegliere sia di restare qui o tornare in direzione del porticciolo e dei ristoranti in cui si trova una spiaggia più ampia.

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Se ami fare immersioni subacquee non puoi non immergerti nei fondali di quest’isola che offrono scenari incredibili tra la prateria di poseidonia che ospita più di 1000 essere viventi, coralli (paramuricea), la cernia bruna, saragi, e nuotare tra i relitti.

L’isola di Tavolara è secondo me uno dei luoghi più affascinanti della Sardegna e merita di essere visitata.

Ti lascio ora al nostro video.

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musica sigle del video: http://www.bensound.com/royalty-free-music

immagine di copertina immedianet pixabay

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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