Le Palle di Mozart (Mozartkugeln): storia e curiosità del cioccolatino di Salisburgo

palle di mozart

Se siete stati in Austria o se c’è stato qualcuno dei vostri amici o parenti, avrete sicuramente sentito parlare delle Palle di Mozart, quei bonbon ricoperti di cioccolato e ripieni di marzapane, incartati con  la faccia di quel genio di Wolfgang Amadeus Mozart. Forse qualcuno di voi le avrà anche mangiate leccandosi i baffi con gusto.

Pur essendo vendute in quasi tutte le città austriache, le Palle di Mozart sono originiarie di Salisburgo, e non poteva essere diversamente visto che il più grande musicista/compositore di tutti i tempi è nato proprio lì.

Verso la metà del 1800 i Salisburghesi presero coscienza del fatto che aver avuto un concittadino così illustre era una fortuna non di poco conto, e che se sfruttata bene poteva dare lustro alla città e alla sua economia. Nel 1842 fu inaugurato il monumento in suo onore e il suo nome iniziò ad essere apposto ad articoli di consumo e a  cibi.

monumento a mozart

Nel 1890, in quest’ottica “mozartiana”, il mastro pasticciere Paul Fürst inventò un cioccolatino dalla forma arrotondata, con un cuore di marzapane di pistacchio verde ricoperto di una crema alla gianduia, al quale diede il nome di Mozartkugel.

palle di mozart (4)

Durante il nostro weekend a Salisburgo siamo stati al Café-Konditorei Fürst in Alter Markt – Brodgasse 13, dove abbiamo avuto il piacere di incontrare Martin Fürst, il pronipote dell’inventore delle Palle di Mozart, che ci ha raccontato la storia di questi cioccolatini famosi in tutto il mondo, ci ha spiegato le fasi della loro lavorazione, e ce li ha fatti assaggiare per farci capire la differenza tra il loro prodotto artigianale e quello industriale venduto nei negozi di souvenir e nei supermercati della città.

martin furst mozartkugeln palle di mozart

La produzione della Mozartkugel è tutta artigianale e viene effettuata in un laboratorio adiacente alla Pasticceria da circa 10 persone, numero che varia in base alla stagione.

La pallina di marzapane viene ricoperta di crema alla gianduia, infilzata su uno stecchino di legno e immersa nel cioccolato fondente. Viene poi messa a solidificare su una tavoletta. Quando si è solidificata le viene tolto lo stecchino e il foro viene riempito di cioccolato. Al termine del procedimento viene incartata con carta argentata a stampa blu raffigurante la faccia di Mozart.

palle di mozart

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Le Palle di Mozart della pasticceria Fürst ebbero da subito un grandissimo sucesso e nel 1905 ricevettero la medaglia d’oro all’esposizione mondiale di Parigi.

Paul Fürst però non pensò di farsi brevettare il prodotto e la confezione, e così altri pasticcieri salisburghesi iniziarono a copiare la Mozartkugel. Negli anni precedenti la prima guerra mondiale ebbe inizio anche la produzione industriale da parte dell’industria dolciaria.

Come successe per la Sacher-Torte, anche in questo caso si instaurò una lite fra coloro i quali producevano le Mozartkugeln e che ne rivendicavano la paternità. Una battaglia che non riguardò la ricetta ma i diritti dell’esclusiva di vendita e di esportazione, il tipo ed il colore del confezionamento, la denominazione di “Mozartkugel” e le aggiunte di “vera”, “originale” e “salisburghese”.

La lotta si concluse nel 1996 quando Norbert Fürst, pronipote dell’inventore, vinse un processo contro un rinomato produttore riuscendo ad ottenere per il proprio prodotto l’attributo “Original Salzburger Mozartkugeln”. Attributo di cui la famiglia Fürst ne va più che fiera.

Non troverete mai le “Original Salzburger Mozartkugeln” al di fuori di Salisburgo ma solo nelle loro quattro pasticcerie sparse per il centro città e che si trovano in Alter Markt, a Mirabellplatz, a Ritzerbogen e a Getreidegasse.

Quando andrete a Salisburgo provate prima a mangiare una Palla di Mozart industriale, poi andate al Café-Konditorei Fürst e assaggiate quella originale prodotta a mano. La differenza è abissale. Provare per credere!

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post.

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