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Quartiere Coppedè a Roma: cosa vedere in questo luogo fantastico

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Il quartiere Coppedè a Roma è quel qualcosa che non ti aspetti di trovare nella Città Eterna, è un luogo fuori dai soliti giri turistici e spesso ignorato anche da noi romani, ma che regala forti emozioni a chi si appresta a visitarlo.

Non si tratta di un vero e proprio quartiere ma di un angolo piuttosto bizzarro composto da 26 palazzine e da 17 villini, a due passi dal centro storico, popolato da fate, da personaggi mitologici e da villini incantati che sembrano usciti dalle fiabe o da film horror.

Sei pronto per visitarlo?

Quartiere Coppedè a Roma: dove si trova e come si raggiunge

Si trova tra la Salaria e la Nomentana, dietro a via Tagliamento famosa per la discoteca Piper.

Si raggiunge da Termini con il bus 92 scendendo in via Tagliamento, o con la metro B fino a Policlinico e poi con il tram 3 o 19 fino a Piazza Buenos Aires.

Quartiere Coppedè a Roma: la storia

Questo angolo di Roma nasce nel 1915 per volontà della Società Anonima Edilizia Moderna che incaricò l’architetto Luigi (Gino) Coppedè di realizzare un complesso abitativo con funzione di raccordo tra Parioli e i nuovi – per l’epoca – quartieri Trieste e Salario. La commissione edilizia chiese a Coppedè di dare al quartiere un’impronta romana e lui riuscì perfettamente a coniugare lo stile liberty con quello a lui richiesto, inserendo le cornici e le modanature come si faceva nella Roma imperiale, e a ricreare un arco che ricorda gli archi di trionfo, realizzando un qualcosa di stupefacente e mai visto nella Capitale, con un mix di arte Liberty, Art Decò, di gotico, di barocco, e di elementi medievali.

Alla morte di Coppedè, avvenuta nel 1927, fu incaricato l’architetto Paolo Emilio André che portò a termine l’ambizioso progetto.

L’abitato è talmente suggestivo da aver ispirato registi famosi come Dario Argento che lo ha utilizzato come location di “Inferno” e de “L’uccello dalle piume di cristallo” (si presta molto bene ad ambientazioni horror), Nanni Loy in l’“Audace colpo dei soliti ignoti” con Vittorio Gassman, e Nando Cicero per l’“Ultimo tango a Zagarolo”.

Quartiere Coppedè a Roma: cosa vedere

Il fulcro del quartiere Coppedè è Piazza Mincio a cui si accede dall’arco che si trova in Via Tagliamento, e che congiunge i palazzi degli Ambasciatori.

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Attraversando l’arco, sotto al quale si trova un gigantesco lampadario, si entra in un luogo fuori dal tempo dove regna una pace assordante che fa dimenticare in un attimo di essere al centro di una metropoli piuttosto caotica.

Al centro della piazza si trova la Fontana delle Rane, realizzata nel 1924 in stile barocco e che ricorda la Fontana delle Tartarughe di Piazza Mattei, in cui peraltro fecero il bagno i Beatles dopo un loro concerto tenutosi al vicinissimo Piper.

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Nella piazza si trovano i palazzi simbolo del quartiere: il palazzo del Ragno e il Villino delle Fate.

Il Palazzo del Ragno è così chiamato per via della decorazione che si trova sul portone d’ingresso ed è caratterizzato da uno splendido balcone con loggia di ispirazione rinascimentale.

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Il Villino delle Fate, come evoca il suo nome, è una costruzione fantastica e fantasiosa con torrette e logge, dalla quale ci si aspetta di vedere uscire un cavaliere medievale, una principessa o una fata. Le sue facciate sono dipinte in stile medievale e spiccano i ritratti di Dante e di Petrarca, la città di Firenze con la scritta “Fiorenza Bella”, una processione con suore e frati, l’albero della vita e altre immagini piuttosto simboliche.

La prima cosa che ho detto di fronte a questo villino è stata “beato chi ci abita!”.

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Ci sono poi anche altri edifici degni di nota, basta passeggiare per via Brenta – sbirciando nella provata via Olona – per via Serchio, per via Clitunno, per via Aterno, per via Brenta e per via Ombrone, per rimanere impressionato da questo luogo “segreto” che solo in pochi conoscono.

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Nella tua prossima visita a Roma io ti suggerisco di inserirlo nel tuo itinerario, rimarrai stupito e farai un figurone con chi ti accompagnerà in questa esperienza.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post.

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