Crociera nelle Isole Greche: Efeso (Turchia) e Patmos (secondo giorno)

Crociera nelle Isole Greche: Mykonos (primo giorno)



La sveglia suona alle 6 ma noi ci alziamo alle 6:15, quel quarto d’ora accademico non riusciamo a non concedercelo.

Facciamo una ricca colazione con un ottimo cappuccino, un pò di yogurt greco, frutta e dolciumi vari, e alle 7:30 scendiamo sulla terra ferma.



La traversata notturna, durante la quale la nave Louis Olympia ha un pò traballato a causa del mare mosso, ci ha fatto sconfinare in Turchia, precisamente a Kusadasi, il cui nome significa “Isola degli Uccelli”. Veniamo a scoprire poi che non solo siamo in Turchia ma addirittura in Asia.

La nostra prima volta nel continente asiatico!



Prendiamo la navetta che in 20 minuti ci porta ad Efeso, l’antica città romana.

Poco prima di arrivare all’ingresso del sito archeologico la guida ci indica la collina sulla quale – secondo le descrizioni della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick – si trova la casa della Madonna. L’abitazione in cui Maria visse dopo la morte di Gesù. Purtroppo non abbiamo tempo per visitarla, peccato, mi sarebbe piaciuto entrare in un luogo così importante per la religione cattolica.

Qui ci troviamo al confine tra Occidente ed Oriente, nel luogo in cui nacque e si sviluppò un delle città più belle e più ricche dell’antichità: Efeso.

La città raggiunse il massimo splendore durante l’Impero Romano, grazie anche al suo porto e alla sua posizione strategica nel Mediterraneo.

I resti ci lasciano a bocca aperta.

Ciò che ci emoziona maggiormente è la Biblioteca di Celso, eretta nel II secolo d.C. in onore del console Celso. Al suo interno erano custoditi libri, pergamene e papiri. Pensate che quando fu realizzata si volle che fosse paragonabile solo alla Biblioteca di Alessandria e devo dire che sono riusciti nell’intento, è di una bellezza disarmante.

Oltre alla splendida Biblioteca qui ad Efeso venne eretta una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, il Tempio di Artemide, la divinità greca dai tanti seni.

Era un tempio gigantesco con ben 127 colonne e un’altezza di oltre 20 metri. La leggenda vuole che sia stata distrutta da un pazzo di nome Erostrato che voleva passare alla storia, anche se la tesi più accreditata dagli studiosi è che fu colpita da un fulmine che colpendo il tetto in legno finì per incendiarlo e distruggerlo.

Ad Efeso fu costruito anche un grande teatro che poteva ospitare fino a 24.000 spettatori, dove venivano messe in scena tragedie e combattimenti tra gladiatori. L’acustica è perfetta e fino a qualche anno fa ospitò concerti di musica pop e rock, tra cui quello di Sting.

Ammiriamo i resti del Foro, simile a quello Romano, delle Terme di Scolastica, imponenti e fondamentali per concludere affari e stringere alleanze politiche, e usciamo dal sito archeologico passando per la Via Arcadia dove Marcantonio e Cleopatra marciarono in processione.

Il declino della città iniziò il 4 luglio 262 d.C. quando si scatenò un violento terremoto che la portò ad un graduale declino.

Io e Valentina siamo di Roma e in teoria dovremmo essere abituati a resti di questo genere, ma vi assicuro che l’emozione è stata fortissima anche per noi che passeggiamo ogni giorno tra i Fori Imperiali e il Colosseo.

Efeso è uno di quei luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

Sulla strada di ritorno la guida ci mostra la collina di Selcuk con la Basilica di San Giovanni eretta sulla tomba del Santo Evangelista.

Prima di imbarcarci e ritornare in Grecia facciamo un giro per Kusadasi.

Per quello che abbiamo potuto vedere la città non è un granchè, sulla via principale e per le vie limitrofe ci sono tantissimi negozi che vendono capi d’abbigliamento contraffatti, e bisogna stare attenti ad incrociare gli sguardi dei commercianti, sono talmente insistenti che si fatica ad andarsene a mani vuote dai loro negozi.

Risaliamo a bordo della Louis Olympia e ce ne andiamo subito a pranzo al ristorante. Si mangia talmente bene che non vediamo l’ora che arrivi l’ora del pasto.

Ci gustiamo con calma le pietanze, facciamo due chiacchiere qua e là e alle 15:30 arriviamo a Patmos, l’isola del Mar Egeo famosa per essere citata nel libro dell’Apocalisse. Patmos è considerata un’isola sacra perché qui San Giovanni Evangelista si ritirò in esilio e scrisse l’Apocalisse.

Il centro storico si chiama Chora e proprio qui si trova la grotta di San Giovanni,

e il monastero,

patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La grotta è molto suggestiva, peccato non si possa scattare foto, mi sarebbe piaciuto condividere con voi le immagini di questo luogo sacro in cui Gesù apparve a Giovanni. Al suo interno è possibile ammirare le nicchie d’argento corrispondenti al cuscino e al ripiano utilizzato come scrivania dal Santo e sul soffitto della Grotta la crepa provocata dalla voce di Dio al nominare la Santissima Trinità.

Da fuori la Grotta si gode di una panorama mozzafiato sull’Isola.

Riprendiamo il pullman e risaliamo verso il villaggio di Chora dove si trova il monastero di San Giovanni, tra i più sacri di tutta la Grecia per quanto concerne la religione ortodossa. Fu fondato nel 1088 dal monaco bizantino Cristodulo e fu consacrato all’evangelista.

E’ un vero e proprio labirinto di cortili e di chiostri, con meravigliosi affreschi.

Al suo interno vi è anche un piccolo museo che conserva icone e manoscritti antichi.

Terminata la visita al monastero scendiamo a Scala, molto carina ma secondo me meno caratteristica rispetto a Mykonos visita ieri. Qui siamo nel Dodecaneso e l’architettura è molto diversa rispetto a quella delle isole Cicladi.

Purtroppo non abbiamo tempo per dare una sbirciatina alle spiagge, dicono siano molto belle, che peccato, vorrà dire che ci torneremo con più calma.

Facciamo un giretto per i suoi vicoli ricchi di graziosi negozietti, ci fermiamo a sorseggiare un ouzo – un distillato di uva e anice – e alle 20:30 riprendiamo la lancia che ci riporta sulla nave.

Ci gustiamo un’ottima cena a bordo, ci rilassiamo guardando uno spettacolino e alle 2 ci ritiriamo nella nostra cabina.

Domani ci aspettano due tappe attesissime: Creta e Santorini.

Viaggio organizzato in collaborazione con l’Ente del Turismo Ellenico.