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Viaggiare in coppia fa bene alla relazione: studi e ricerche lo confermano

Andrea Petroni 16/02/2026

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Viaggiare in coppia fa davvero bene alla relazione? Non è solo una sensazione legata al fatto che in vacanza siamo più rilassati. Negli ultimi anni diverse ricerche hanno analizzato il legame tra esperienze condivise e qualità della relazione, e i risultati sono coerenti: vivere esperienze nuove insieme può rafforzare la connessione emotiva.

Le ricerche che collegano viaggio e soddisfazione di coppia

Nel 2013 la U.S. Travel Association ha pubblicato uno studio intitolato The Travel Effect on Relationships, basato su un’indagine condotta su coppie statunitensi. I risultati mostrano che le coppie che viaggiano insieme con regolarità riportano:

  • maggiore soddisfazione nella relazione

  • migliore comunicazione

  • maggiore intimità e romanticismo

Secondo lo studio, le esperienze di viaggio creano momenti condivisi che rafforzano il legame nel lungo periodo.

 

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Gli studi accademici sul turismo e la relazione

Anche la ricerca scientifica si è occupata del tema. Diversi studi pubblicati su Annals of Tourism Research — tra le principali riviste internazionali di ricerca sul turismo — hanno analizzato l’impatto delle esperienze turistiche sulle relazioni personali.

In particolare, ricerche pubblicate tra il 2010 e il 2018 hanno evidenziato come le esperienze turistiche condivise possano:

  • rafforzare il senso di identità di coppia

  • aumentare la percezione di vicinanza emotiva

  • favorire la costruzione di ricordi comuni significativi

Il viaggio viene descritto come uno “spazio relazionale intensificato”, in cui le dinamiche di coppia diventano più visibili e, spesso, più profonde.

La psicologia della “novità condivisa”

Un riferimento importante in questo ambito è il lavoro dello psicologo sociale Arthur Aron. In uno studio pubblicato nel 2000 sul Journal of Personality and Social Psychology (Self-Expansion and Relationship Quality), Aron e colleghi hanno dimostrato che le coppie che svolgono attività nuove e stimolanti insieme registrano un aumento della soddisfazione relazionale.

Il principio alla base è quello della “self-expansion theory”: quando viviamo qualcosa di nuovo e coinvolgente insieme al partner, associamo quella crescita personale anche alla relazione. Il viaggio, per sua natura, è una delle esperienze che più facilmente attiva questo meccanismo.

Cosa significa tutto questo nella pratica

Tradotto in modo semplice: non è solo il fatto di partire che fa bene alla coppia, ma il condividere qualcosa che rompe la routine.

Quando si viaggia insieme si prendono decisioni comuni, si affrontano imprevisti, si vivono emozioni nuove. Tutti elementi che, secondo le ricerche, possono rafforzare il legame.

La mia esperienza dopo vent’anni di viaggi insieme

Al di là degli studi, c’è poi l’esperienza personale.

Io e Valentina viaggiamo insieme da oltre vent’anni. Non abbiamo iniziato con grandi viaggi esotici, ma con weekend in Italia o in capitali europee organizzati in base alle offerte del momento. Col tempo mi sono accorto che quei viaggi non erano semplici pause dalla quotidianità. Erano momenti che costruivano memoria comune.

Viaggiare insieme ci ha costretto a confrontarci, a trovare compromessi, a gestire imprevisti. E allo stesso tempo ci ha regalato esperienze che ancora oggi fanno parte della nostra storia.

Non serve andare lontano. Anche una fuga breve può cambiare l’energia della coppia. L’importante è uscire dagli automatismi e ritrovarsi in uno spazio diverso, dove l’attenzione torna ad essere reciproca.

Una precisazione importante

È giusto dirlo con chiarezza: nessuna ricerca sostiene che un viaggio possa “salvare” una relazione in crisi profonda.

Gli studi mostrano piuttosto che, in una relazione già funzionante, le esperienze nuove e condivise possono rafforzare la connessione e la soddisfazione di coppia.

Il viaggio non è una soluzione magica.
Ma può essere uno strumento potente per alimentare complicità, dialogo e crescita comune.

E questo, dati alla mano e esperienza personale alla mano, fa la differenza nel lungo periodo.

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