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Tre luoghi misteriosi d’Italia tra fantasmi e leggende

luoghi misteriosi italia

Sono tantissimi i luoghi misteriosi d’Italia: castelli, antichi borghi, laghi e boschi incantati.

Se sei appassionato di leggende, storie di streghe, fantasmi e incantesimi ecco tre

luoghi misteriosi d’Italia

che non puoi assolutamente non conoscere e che ti conquisteranno con la loro storia e il loro fascino senza tempo.

Il paese delle streghe – Triora (Imperia)

Nell’entroterra ligure, precisamente in provincia di Imperia, si trova il piccolo paese di Triora, risalente al tempo degli antichi romani. Ma non è a questo che il piccolo e caratteristico paesino deve la sua fama

Ciò che ha reso Triora famosa in tutto il mondo è l’evento di cronaca verificatosi durante il XVI secolo, quando ebbe luogo una durissima e violenta “caccia alle streghe”; da allora questo luogo è conosciuto come il “paese delle streghe”.

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All’epoca infatti, per colpa di una carestia e di un clima profondamente superstizioso e arretrato, furono ritenute colpevoli di stregoneria alcune donne che abitavano il quartiere di Ca Botina, la zona appena fuori le mura del contado.

Processi sommari dell’inquisizione, torture, carcere e morti hanno profondamente segnato questo piccolo luogo gettando un profondo alone di mistero.

Un luogo che vale la pena visitare per la sua storia e per la bellezza architettonica dei suoi palazzi, dei portali scolpiti, dei caratteristici vicoli e della natura circostante.

Il Castello di Azzurrina – Montebello (Rimini)

Il Castello di Montebello, a poca distanza da San Marino, oltre ad essere una costruzione molto bella custodisce una leggenda unica che ci permette di inserire tale struttura tra i luoghi misteriosi d’Italia.

Il castello è stato costruito sopra uno sperone montuoso, sia per motivi difensivi che di controllo del territorio. Il nome del castello e della sua località, Montebello, deriva da Mons Belli, monte della battaglia, proprio perché questo luogo fu protagonista di numerose battaglie.

Esso può essere visitato di giorno da chi è interessato a conoscere la sua storia, quella delle famiglie che vi hanno abitato e del mobilio con cui è arredato.

La visita notturna invece è incentrata sul mondo del mistero e del paranormale e in particolare alla storia del fantasma di Azzurrina.

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Secondo la leggenda, durante il 21 giugno del 1375, mentre fuori c’era un forte temporale e si combatteva una delle innumerevoli battaglie, Azzurrina (Guendalina il suo nome originario, ribattezzata Azzurrina per via di una tintura che veniva applicata sui suoi capelli al fine di nascondere la sua natura di albina, considerato che gli albini all’epoca erano visti come figli del demonio) si trovava in una galleria, sempre seguita da due guardie.

Mentre giocava, la sua palla di pezza cadde nella ghiacciaia. La bambina corse per le scale per recuperarla e le guardie, dopo aver sentito un urlo agghiacciante, non la videro mai più tornare.

Da allora, secondo la leggenda, ogni anno lustro (terminante per 0 o per 5) se vi è un temporale durante il solstizio d’estate, è possibile sentire il pianto della povera piccola.

Il Ponte del Diavolo – Borgo a Mozzano (Lucca)

Si tratta di una stupenda costruzione architettonica a schiena d’asino, con le sue arcate asimmetriche al di sopra del fiume Serchio, nei pressi di Borgo a Mozzano.

La sua forma ha sempre suscitato entusiasmo e curiosità in studiosi e appassionati; questo non solo per la sua indubbia bellezza, ma anche per le difficoltà architettoniche che dovette incontrare chi lo costruì intorno all’XI secolo.

Ponte del Diavolo

Ph: Luca Storri

Il ponte è intitolato alla Maddalena per un’edicola che conserva la statua della santa; è noto però anche e soprattutto come Ponte del Diavolo, per un’antica leggenda che lo vede protagonista.

Edificato per volere della contessa Matilde, restaurato nel XIV secolo dalla signoria di Castruccio Castacani, il ponte si conserva immutato ancora oggi.

La leggenda racconta che il costruttore, non riuscendo ad innalzare l’arco del ponte, avesse implorato il diavolo affinché lo aiutasse nell’impresa. Questi accettò e realizzò in una sola notte il ponte in cambio della prima anima che lo avesse attraversato.

Il costruttore, in maniera molto furba, ingannò il diavolo facendo passare un maiale per primo; in questo modo il demonio si dovette accontentare dell’anima di un animale al posto di quella di un umano.

Oggi attraversarlo è un’esperienza davvero interessante, per tutta la storia che racchiude e per la bellezza paesaggistica della zona.

Questi sono solo alcuni dei numerosissimi luoghi misteriosi d’Italia che potrai scoprire attraversando in lungo e largo il nostro Paese. E tu conosci qualche leggenda che vuoi raccontarci?

Erika Francola

Sono Erika (@erikamelie sui social), ho 29 anni e vivo con mio marito in un borgo nel cuore della Tuscia, tra Roma, l'Umbria e la Toscana. Amo la letteratura, i colori dell'autunno, i pittori impressionisti, il tè, i negozi vintage e il vino rosso. La scrittura, i viaggi e la fotografia sono le mie più grandi passioni: ho fondato per questo il mio blog Viaggideltaccuino.it e ogni giorno per lavoro ho la fortuna di raccontare storie, emozioni e luoghi che profumano di magia e bellezza.

comments

  • C’è un “Ponte del Diavolo” anche nel Lazio, al confine tra i paesini di Manziana e Canale Monterano, la cui storia assomiglia molto a quello di Borgo a Mozzano! 😉 In pratica pare che, i cittadini di Monterano, non essendo in grado di costruire un ponte abbastanza resistente da permettere loro di oltrepassare la gola alle porte della città, fecero un patto col diavolo: se Lucifero li avesse aiutati, loro avrebbero sacrificato in suo onore capre, buoi e vergini. Incredibilmente, in una sola notte, il ponte fu eretto solido e destinato a durare in eterno; gli abitanti della cittadina però, invece di offrire le carni degli animali in sacrificio, le utilizzarono per un lauto banchetto e come punizione per il loro gesto furono colpiti dalla malaria…

    • Andrea

      Ciao Giorgia, grazie mille per la segnalazione. Conosco Manziana e Canale ma non conoscevo la storia di questo ponte. Dovrò assolutamente tornarci al più presto anche perché sono di Roma e la distanza è davvero minima! 🙂

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