Luoghi da visitare e guide per viaggiare
Ho cambiato il mio modo di viaggiare (e non c’entra l’età)
Andrea Petroni 19/01/2026

Viaggio da anni e racconto le mie esperienze dal 2009.
Prima sul blog, poi anche sui social.
Eppure, più il tempo passa e più mi rendo conto che viaggiare non è mai stato una questione di numeri: non di Paesi visitati, non di tappe spuntate, non di foto accumulate.
L’ho capito col tempo, senza una vera epifania.
È successo dopo viaggi pieni, pieni davvero: giornate incastrate al minuto, monumenti uno dopo l’altro, treni, autobus, orari da rispettare. Tornavo a casa stanco, con centinaia di foto… e con la sensazione di non aver vissuto fino in fondo nessun luogo.
A un certo punto diventa chiaro:
la quantità non sostituisce la qualità.
E a me è successo più volte di “vedere” tantissimo e ricordare pochissimo.
Oggi il mio approccio è cambiato.
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Correre da un luogo all’altro non serve
Ho smesso di riempire le giornate solo per paura di perdermi qualcosa.
Se un luogo è davvero imperdibile, continuo a visitarlo senza problemi. Ci sono posti che meritano di essere visti, e non ho mai creduto nel farsi da parte solo per andare controcorrente.
La differenza è un’altra:
non corro più per dimostrare qualcosa, né a me stesso né agli altri.
Ho capito che correre non significa vivere un luogo.
Si può attraversare una città intera e non portarsi a casa nulla, oppure fermarsi in un angolo qualunque e creare un ricordo che resta per anni.
I momenti che ricordo con più piacere non sono legati alle foto perfette, ma a sensazioni semplici: il tempo che rallenta, il rumore di una piazza, una pausa inaspettata.
Un caffè bevuto senza fretta, una strada secondaria scoperta per caso, una piazzetta silenziosa lontana dai flussi principali.
È lì che il viaggio smette di essere un itinerario e diventa esperienza.
La scelta dei luoghi e la curiosità
Con il tempo ho imparato anche a scegliere meglio.
I musei, per esempio. Per anni entravo ovunque, anche solo perché “c’erano”. Oggi no.
Se c’è qualcosa che mi incuriosisce davvero, ci entro con piacere. Altrimenti preferisco camminare, osservare, perdermi.
Lo stesso vale per locali e luoghi famosi sui social.
Bellissimi da fotografare, a volte meno piacevoli da vivere o da gustare.
Non sempre ciò che funziona in una foto funziona anche nella realtà.
Oggi non inseguo più le tendenze o le mete virali solo perché lo sono.
Scelgo ciò che mi incuriosisce davvero, ciò che sento nelle mie corde.
Perché un viaggio, per avere senso, deve rispecchiare chi sei, non quello che va di moda in quel momento.
Viaggiare bene significa rallentare
Col tempo ho imparato a dare valore alla lentezza.
Dormire bene, mangiare senza guardare l’orologio, concedersi pause senza sensi di colpa. Sedersi e osservare il mondo che passa, senza fare nulla di “utile”.
Tutto questo non è tempo perso.
È parte integrante del viaggio.
Non conta quante cose fai, ma come ti fanno sentire mentre le vivi.
La lentezza è ciò che trasforma un viaggio da elenco di tappe a esperienza vera.
È quello che rende i ricordi più nitidi, più vivi, più duraturi.
Non è un manifesto, è una riflessione personale
Questo non è un regolamento e non è una lezione di viaggio.
Ognuno viaggia come vuole, ed è giusto così.
Ci sono momenti della vita in cui si ha voglia di vedere tutto, e altri in cui si ha bisogno di fermarsi di più.
Questa è solo una riflessione personale, nata dalla mia esperienza, dai chilometri percorsi e da anni passati a raccontare viaggi per il puro piacere di condividerli.
Oggi viaggio così perché è il modo che mi fa stare bene.
Domani potrebbe cambiare.
E va bene così.
Perché viaggiare, in fondo, è anche questo: imparare a cambiare passo, ascoltarsi e vivere davvero i luoghi.
E se come me ami viaggiare e scoprire luoghi speciali in ogni stagione, seguimi su Instagram @vologratis, su TikTok e su YouTube, ti porterò alla scoperta del mondo… una storia alla volta.








