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La piccola Provenza d’Italia: Tuscania tra lavanda, storia e autenticità

Andrea Petroni 09/04/2026

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Se hai sempre sognato la Provenza, con quei campi di lavanda che sembrano non finire mai, ma non hai voglia di prendere un aereo, c’è un posto in Italia che devi conoscere: Tuscania.

Siamo nel Lazio, nella Tuscia viterbese, e tra metà giugno e fine luglio succede qualcosa che cambia completamente il paesaggio. Le colline si tingono di viola e l’aria si riempie di profumo di lavanda.

Ma ti dico subito una cosa: Tuscania non è solo questo. È uno di quei borghi che ti sorprendono davvero, perché arrivi per i campi e poi ti ritrovi immerso in un luogo con una storia lunghissima, autentico, ancora poco turistico.

Perché Tuscania è la piccola Provenza d’Italia

Negli ultimi anni si è iniziato a parlare sempre di più di Tuscania come della “piccola Provenza d’Italia”, e quando ci vai capisci subito il perché.

I campi di lavanda ricordano davvero quelli francesi, con le colline morbide e quel viola intenso che cambia a seconda della luce. Ma la differenza è che qui non trovi il turismo di massa, almeno per ora.

E poi c’è il borgo, che secondo me è il vero valore aggiunto. Non è un posto costruito per i turisti, è un paese vero, vissuto, dove puoi ancora camminare senza fretta.

 

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Quando vedere la lavanda a Tuscania

Se vuoi vederla nel suo momento migliore, devi organizzarti tra metà giugno e la seconda metà diluglio.

Il periodo più bello è tra fine giugno e i primi giorni di luglio, quando il colore è più intenso. Io ci sono stato proprio in quel periodo e la differenza si nota.

Un consiglio semplice ma fondamentale: vai al tramonto. La luce è più morbida, i colori diventano più caldi e l’atmosfera cambia completamente.

I campi di lavanda

Nei dintorni di Tuscania ci sono diversi campi di lavanda e molti sono visitabili liberamente.

Alcune aziende agricole organizzano anche eventi o allestiscono set fotografici, ma quello che mi è piaciuto di più è stata proprio la semplicità del posto. Non hai bisogno di molto, basta camminare tra i filari e goderti il silenzio.

Io sono stato da Lavanda della Tuscia, l’azienda agricola biologica di Gubbiotti Lucia, in località San Giuliano. È uno di quei posti in cui arrivi per fare due foto e poi rimani lì più del previsto.

Cosa vedere a Tuscania

Tuscania è uno di quei borghi che si scoprono camminando.

Non serve una lista infinita di cose da vedere. Anzi, il bello è proprio lasciarsi guidare dalle stradine.

Le due tappe che non puoi perdere sono San Pietro e Santa Maria Maggiore.

La chiesa di San Pietro è quella più scenografica, costruita su una collina con una vista aperta sulla valle. Anche dentro è particolare, con il pavimento cosmatesco, gli affreschi e perfino dei sarcofagi etruschi lungo la navata.

Santa Maria Maggiore è diversa ma altrettanto affascinante, con una facciata decorata e un rosone che cattura subito l’attenzione. All’interno trovi elementi medievali che raccontano bene la storia del borgo.

Per il resto, il mio consiglio è semplice: cammina.
Perditi tra i vicoli, fermati nelle piazze, guarda i dettagli. È così che Tuscania si lascia scoprire.

Un borgo con una storia antichissima

Una delle cose che mi ha colpito è quanto sia antica Tuscania.

Le sue origini risalgono addirittura all’Età del Bronzo, e intorno alla sua fondazione ci sono anche diverse leggende. Alcuni racconti la collegano ad Ascanio, figlio di Enea, altri a Tusco, figlio di Ercole.

Al di là delle leggende, furono gli Etruschi a renderla davvero importante, grazie alla posizione strategica tra la costa e l’entroterra. Poi arrivarono i Romani, che contribuirono allo sviluppo della città con edifici, acquedotti e terme.

Più avanti, Tuscania fu tra i primi centri ad aderire al Cristianesimo e nel Medioevo venne costruita una cinta muraria imponente per difendersi.

La città dei sarcofagi

Tuscania viene chiamata anche “la città dei sarcofagi”, e non è un caso.

Qui ne trovi davvero tanti, non solo nel Museo Archeologico Nazionale, ma anche sparsi per il borgo. Alcuni sono nelle piazze, altri dentro edifici storici o perfino nelle chiese.

Sono in terracotta o in pietra e rappresentano una testimonianza concreta del passato etrusco del territorio.

Le necropoli etrusche

Intorno a Tuscania ci sono diverse necropoli etrusche e romane.

Se ti interessa la storia, vale la pena dedicarci un po’ di tempo perché aiutano a capire quanto fosse importante questo territorio già migliaia di anni fa.

La Festa della Lavanda a Tuscania

Se riesci a organizzarti per i primi giorni di luglio, trovi anche la Festa della Lavanda.

Si svolge nel borgo antico e rende l’atmosfera ancora più viva, senza però snaturare la tranquillità del posto. È uno di quei momenti in cui tutto si lega perfettamente: paesaggio, profumi e vita del borgo.

Tuscania tutto l’anno

Anche fuori dalla stagione della lavanda, Tuscania merita una visita.

A gennaio, ad esempio, si festeggia Sant’Antonio Abate, con tradizioni locali molto sentite e piatti tipici come le frittelle al cavolfiore.

È un borgo vivo, non solo una meta stagionale.

Come arrivare e dove dormire

Il modo migliore per arrivare è in auto. Da Roma ci vogliono circa un’ora e mezza, quindi è perfetta anche per una gita fuori porta.

Se puoi, però, fermati almeno una notte. Tuscania cambia molto tra giorno e sera, e dormire lì ti permette di viverla con più calma.

Trovi agriturismi immersi nella campagna, piccoli B&B nel centro storico e case vacanza.

Tuscania è solo una destinazione “bella da vedere”, è un luogo che riesce ancora a trasmettere qualcosa. Sarà il silenzio, sarà il profumo della lavanda o la storia che si respira ovunque, ma è uno di quei posti in cui torneresti.

E forse è proprio questo che la rende, davvero, la piccola Provenza d’Italia.

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