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I falsi miti sul viaggio: quello che ho imparato in oltre 20 anni in giro per il mondo
Andrea Petroni 06/02/2026

Viaggiare è una delle esperienze più potenti che possiamo vivere. Ti apre la mente, ti fa incontrare persone diverse, ti mette davanti a situazioni nuove e ti permette di scoprire te stesso. Eppure, intorno al viaggio continuano a circolare falsi miti e convinzioni sbagliate, spesso dettate da generalizzazioni o pregiudizi.
Io viaggio dai primi anni 2000 e racconto viaggi dal 2009, prima come travel blogger e poi come travel content creator. In più di vent’anni ho organizzato viaggi di ogni tipo, in Italia e nel mondo, con budget e approcci molto diversi. Quello che ho imparato è che molte delle idee che sentiamo comunemente sul viaggio sono più frutto di stereotipi che di esperienza reale.
In questo articolo voglio sfatare i falsi miti più diffusi sul viaggio, raccontando la mia esperienza diretta e offrendo spunti concreti per chi vuole viaggiare in modo più consapevole e autentico.
1. Per viaggiare bisogna spendere tanto
Viaggiare non è gratis, questo è ovvio. Ma il costo di un viaggio dipende dal tipo di esperienza che scegli. Un hotel 4 o 5 stelle ha costi diversi rispetto a un B&B, a un appartamento, a un campeggio o a uno scambio casa, dove l’alloggio può essere gratuito.
Anche il cibo influisce molto sul budget: mangiare ogni giorno al ristorante è più costoso rispetto a mangiare al mercato locale o cucinare in casa.
Viaggiare non significa automaticamente spendere tanto: significa avere possibilità diverse, fare scelte consapevoli e capire cosa conta davvero per te.
Detto questo, bisogna anche riconoscere che oggi non tutti possono permettersi nemmeno un giorno di vacanza, neanche in campeggio. È giusto avere consapevolezza delle proprie possibilità e rispettare le situazioni degli altri, senza giudizi.
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2. Se viaggi sei ricco
Molti pensano che chi viaggia sia automaticamente ricco. In realtà, viaggiare dipende dalle priorità personali. C’è chi spende per un’auto costosa, orologi di lusso, vestiti firmati o per il divertimento in locali ogni fine settimana, e chi destina quelle stesse risorse al viaggio.
A parità di budget, ognuno sceglie come usare i propri soldi: con il costo di un iPhone Pro nuovo puoi fare benissimo due weekend in Europa; con la differenza tra un’auto da 30.000 € e una da 15.000 € puoi permetterti viaggi importanti.
Un 5 stelle è solo una tipologia di esperienza, così come una BMW non è l’unico modo di guidare. Ci sono alternative accessibili a tutti: appartamenti, hotel di categoria inferiore, B&B, campeggi, ostelli, scambio casa. Cambiano comfort, estetica e servizi, ma non il senso del viaggio.
Va anche riconosciuto che oggi non tutti possono permettersi nemmeno un giorno di vacanza in campeggio. Il punto è che viaggiare resta possibile in modi diversi, a seconda delle scelte e priorità personali, senza paragoni né giudizi.
3. Viaggiare da soli è pericoloso
Viaggiare da soli, se fatto con prudenza e buon senso, non è più rischioso che viaggiare in compagnia. Come in ogni città, ci sono zone da evitare e comportamenti da adottare.
Viaggiare da soli permette di vivere incontri inaspettati, osservazioni più profonde e maggiore libertà. Non è pericoloso di per sé, ma richiede attenzione, informazione e rispetto dei contesti.
4. All’estero si mangia male
Dire che fuori dall’Italia si mangia male è una generalizzazione sbagliata. Ovviamente il gusto è soggettivo, ma aprirsi alla cucina locale con curiosità e attenzione permette di gustare ottimi piatti ovunque.
Una guida thailandese mi raccontò che alcuni thailandesi trovavano il nostro risotto “cattivo” durante un viaggio in Italia. Non perché fosse davvero cattivo, ma perché diverso da ciò a cui erano abituati.
Il punto è chiaro: informarsi e approcciarsi con curiosità fa la differenza tra mangiare male e vivere esperienze gastronomiche memorabili.
5. Viaggiare apre la mente
Viaggiare può aprire la mente, ma non lo fa automaticamente. Se si viaggia in modo passivo, senza osservare e senza mettersi in discussione, si rischia di tornare a casa con le stesse idee e pregiudizi.
Aprire la mente richiede curiosità, attenzione e disponibilità a imparare, dalle persone che incontriamo e dai luoghi che visitiamo. Il viaggio è uno strumento potentissimo: sta a noi usarlo per crescere personalmente.
6. In quel Paese sono antipatici
Spesso questa affermazione nasce da chi non ha mai visitato quel Paese. La realtà è che simpatici e antipatici esistono ovunque, anche in Italia.
La prima impressione può dipendere da fattori culturali, ambientali, fisici o dal contesto. Ciò che sembra freddezza è spesso solo apparenza. Viaggiare insegna che non si possono giudicare intere popolazioni e che il nostro atteggiamento influenza molto ciò che riceviamo in cambio.
Il viaggio non è una gara, non è un diritto universale, non è una vetrina da mostrare. È uno strumento potente che ti permette di crescere, conoscere persone, culture e luoghi, capire le tue priorità e vivere esperienze autentiche.
Non esiste un modo giusto di viaggiare valido per tutti. Esiste la scelta più coerente con le proprie possibilità, esigenze e tipo di esperienza che si vuole vivere.
Dopo vent’anni di viaggi e quasi diciassette anni di racconto sul mondo, il consiglio che posso dare è questo: liberati dai miti, viaggia con consapevolezza, curiosità e apertura mentale, e lascia che il viaggio diventi davvero esperienza di vita.
E se come me ami viaggiare e scoprire luoghi speciali in ogni stagione, seguimi su Instagram @vologratis, su TikTok e su YouTube, ti porterò alla scoperta del mondo… una storia alla volta.
Immagine di copertina di Tom Brunberg su Unsplash








