Chi sono i backpackers?

backpackers

Ti sarà probabilmente capitato di sentire nominare almeno una volta la parola backpackers in un qualche discorso legato al viaggio.

“Lui è un backpacker!” non è assolutamente un’offesa ma un modo di definire un tipo di viaggiatore, anche se a me le etichette non piacciono in nessun ambito, tantomeno nel turismo. Secondo me esiste solo il viaggiatore, e non c’è differenza tra chi ama girare il mondo da solo, in compagnia, alloggiando nei resort di lusso o negli ostelli, con uno zaino sulle spalle o con quattro valige piene di vestiti, tra chi ama fare esperienze estreme o chi ama rilassarsi al mare, in Italia o nel resto del mondo. Ciascuno di noi vive il viaggio come più crede e in base alle proprie tasche. Non c’è un viaggiatore migliore dell’altro, a patto che  si rispetti sempre il prossimo e il Paese ospitante.

Vediamo però insieme cosa significa backpacker e in cosa consiste questo modo di viaggiare nel quale forse ti ci ritrovi in maniera del tutto inconsapevole.

CHI È IL BACKPACKER  E COME CI SI DIVENTA

Backpacking significa letteralmente viaggiare con lo zaino, e viene definito backpacker chi – per periodi medio lunghi – viaggia avendo come bagaglio uno zaino sulle spalle con l’indispensabile per il suo viaggio, dormendo per lo più in ostelli o utilizzando il couchsurfing, adattandosi per i pasti, e spendendo il meno possibile per i mezzi di trasporto.

Il suo scopo è quello di vivere appieno l’esperienza di viaggio, entrando il più possibile in contatto con la popolazione locale.

Il backpacker:

  • vola con compagnie aeree low cost e si sposta in treno o in bus
  • dorme in ostello condividendo la stanza con altri backpackers
  • mangia nei mercati locali o si prepara il pasto nella cucina dell’ostello
  • minimizza le sue spese perché più risparmia e più può prolungare il suo viaggio.

In genere il backpacker è un giovane tra i 19 e i 30 anni (ma ci sono anche coppie, famiglie, e persone over 50) che vuole provare un’esperienza di vita forte, un grande appassionato di viaggi che malgrado le sue finanze ridotte non vuole precludersi la gioia di visitare nuovi posti, conoscere nuove culture e stringere amicizie con persone provenienti da ogni parte del mondo, migliorando anche – perché no – la sua conoscenza della lingua inglese, francese o spagnola.

Proprio la conoscenza dell’inglese è una condizione fondamentale per intraprendere un viaggio da backpacker. È l’unico modo per comprendere e farsi comprendere in qualsiasi parte del mondo, e intavolare conversazioni con persone provenienti da Paesi diversi e lontani tra di loro. In sostanza l’inglese abbatte le distanze.

Come avrai capito il backpacker deve avere un forte spirito di adattamento perché non è semplicissimo:

  • condividere la stanza di un ostello con sconosciuti
  • viaggiare per lunghi periodi solo con pochi cambi d’abbigliamento
  • fare lunghi spostamenti (anche di  10/12 ore) su mezzi pubblici non sempre comodi e puliti
  • spendere solo per lo stretto necessario.

Insomma il viaggio del backpacker non è come una vacanza in un resort di lusso, ma regala un’esperienza talmente forte che spesso cambia profondamente la percezione della vita da parte di chi l’ha vissuta.

 

 

 

 

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Ora lo trovi ogni domenica alle 14 su Radio Capital. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019.