Bath in un giorno: 4 cose da vedere nell’antica città inglese

bath imghilterra terme

La prima tappa del mio viaggio nel Cotswolds è stata la splendida Bath, una città che mi ha da sempre incuriosito per quel suo retaggio dell’antica Roma che si mescola alle atmosfere british.  Da romano sono particolarmente affascinato dalle testimonianze dell’antica civiltà fuori dall’Italia, e se ci aggiungi che adoro il Regno Unito puoi sin da subito immaginare quanto io sia rimasto incantato da questa città inglese.

Bath può essere visitata anche in un solo giorno e addirittura come gita da Londra, anche se ovviamente per conoscerla meglio bisognerebbe starci almeno tre giorni, però bisogna fare sempre i conti con il proprio tempo.

In questo post troverai tutte le informazioni utili per visitarla in meno di 24 ore.

BATH IN UN GIORNO

Dove si trova Bath e come raggiungerla

Iniziamo dalle informazioni pratiche.

Bath si trova nella contea del Somerset, nella parte sud-ovest dell’Inghilterra, non lontana da Bristol che dista solo 13 miglia (circa 21 km).

Bath può essere raggiunta:

  • atterrando all’aeroporto di Bristol (il più vicino)
  • atterrando all’aeroporto di Cardiff, nel Galles, che dista 70 miglia (112 km)
  • atterrando a Londra.

Dall’aeroporto di Bristol può essere poi raggiunta o noleggiando un’automobile come ho fatto io, o con i bus navetta National Express e Air Decker, o con i transfer privati. Dalla stazione ferroviaria di Bristol partono poi treni che raggiungono Bath in soli 15 minuti.

Da Cardiff i bus della National Express ci impiegano circa 2 ore e 30 minuti, mentre con il treno ci si arriva in una sola ora.

Per raggiungere Bath da Londra la scelta migliore e più rapida è il treno che ci impiega 1 ora e 30 minuti, quindi fattibilissima come gita giornaliera.

Bath: qualche cenno storico

Le leggenda narra che nell’860 a.C. il padre del celebre Re Lear, il principe Bladud, si ammalò di lebbra. Per evitare di contagiare i suoi familiari fu allontanato dalla corte e mandato in campagna a badare i maiali. Molti di questi maiali avevano però una malattia della pelle che scomparve a contatto con il fango. Bladud, incuriosito da questo fango miracoloso, provò a seguire l’esempio dei maiali e dopo esservi rotolato guarì dalla lebbra. Quando divenne re fondò in quei luoghi la città di Bath.

La leggenda è di per sé molto affascinante ma secondo gli storici il primo insediamento fu opera dei Celti che costruirono le prime terme con un santuario al dio Sole. Furono poi i romani a renderla famosa in tutto l’Impero costruendo la stazione termale intorno al 43 d.C. e convertendo il santuario al dio Sole in un tempio a Minerva. La città fu fondata tra il ’60 e il ’70 d.C. e venne chiamata Aquae Sulis. Con il declino e la successiva caduta dell’impero romano avvenuta nel 476 d.C., la popolazione diminuì e il commercio si ridusse notevolmente. Le costruzioni romane andarono in rovina e vennero sostituite con capanne di legno.

Quando le legioni romane lasciarono la Britannia arrivarono i Sassoni, e alla fine del IX secolo Alfredo il Grande fece entrare Bath tra i suoi borghi (borough) che dovevano garantire al territorio un miglior assetto difensivo. In quel periodo Bath ebbe una zecca in cui furono coniate le monete e fu addirittura il luogo in cui nel 973 fu incoronato Edgar, il primo re d’Inghilterra.

Durante il medioevo si sviluppò il commercio dei panni di lana ma solo nel XVII secolo la città si sviluppò divenendo un luogo alla moda frequentato soprattutto dall’aristrocrazia londinese.

Nel XVIII secolo ci fu il boom edilizio che ancora oggi le conferisce quel meraviglioso aspetto “georgiano” che, insieme alla sua importanza storica e al suo retaggio culturale, l’ha fatta dichiarare dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Durante la seconda guerra mondiale, e precisamente nell’aprile del 1942, subì un pesante bombardamento aereo nel quale persero la vita 21 persone e furono distrutti e danneggiati circa 1.500 edifici.

Oggi la popolazione è di circa 90.000 abitanti e la città, pur essendo votata al turismo, mantiene ancora una piacevole tranquillità che permette al visitatore di godersela al meglio anche in un solo giorno.

Una piccola curiosità per gli appassionati di musica. L’ultimo concerto all’aperto dei Tre Tenori (Luciano Pavarotti, Plàcido Domingo e José Carreras) si svolse proprio a Bath il 7 agosto del 2003.

Cosa vedere a Bath in un giorno

Terme romane di Bath

Già solo le terme romane valgono il viaggio a Bath. Sono incredibilmente belle, curate e il percorso di visita – che comprende anche un museo con installazioni video – permette di immedesimarsi a tutto tondo nel periodo degli antichi romani.

Il sottosuolo di Bath è ricco di sorgenti termali, e prima i celti e poi i romani capirono l’importanza di questa acqua calda a 46-47 °C ricca di minerali con effetti benefici sulla pelle e sull’organismo. La cosa ancora più interessante è che Bath è l’unica citta inglese ad avere una sorgente di acqua termale.

Le terme romane di Bath furono costruite ai tempi dell’imperatore Vespasiano nel 75 d.C. ma andarono in rovina nel 410 d.C. con la fine della dominazione romana. Furono riscoperte solo nel XVIII secolo.

L’impianto termale originario comprendeva il tempio di Minerva, l’atrio, gli spogliatoi, la stanza per gli esercizi e il sistema di piscine chiamate frigidarium (piscina di acqua fredda), tepidarium (piscina di acqua tiepida) e calidarium (piscina di acqua calda), che dovevano essere attraversate in sequenza per ottenere una pulizia per il corpo e la mente.

L’ingresso alle terme romane di Bath è sito in Abbey Church Yard, proprio di fronte all’Abazia.

Il biglietto d’ingresso, che comprende anche l’audioguida in italiano, costa:

  • £ 22 per gli adulti dal sabato alla domenica (£ 19.80 se acquistato online)
  • £ 20 durante la settimana (£ 18 se acquistato online)
  • £ 14.50 per i ragazzi tra i 6 e i 18 anni dal sabato alla domenica (£ 13.05 online) e £ 12.50 durante la settimana (£ 11.25 online)
  • £ 20,50 per gli studenti e per gli over 65 dal sabato alla domenica (£ 18.45 online) e £ 18.50 durante la settimana (£ 16.65 online)
  • gratis per i minori di 6 anni.

Ci sono poi pacchetti per le famiglie che permettono di risparmiare qualcosina.

Il sito archeologico è aperto tutti i giorni tranne che a Natale e a Santo Stefano. Dalla seconda metà di giugno alla fine di agosto è possibile visitarle anche in notturna ma fino alle 22 in modo da godersi un’atmosfera ancora più suggestiva, durante il resto dell’ann0 dalle 9 o 9:30 e fino alle 18 (ultimo ingresso alle 17).

Il percorso di visita inizia dalle terrazza da cui si scattano belle foto, prosegue per il museo, per i canali che portano l’acqua alle piscine e termina nella grande vasca in cui è però severamente vietato toccare l’acqua.

All’uscita si trova un elegante ristorante chiamato Pump Room in cui è possibile pranzare, cenare o gustarsi il classico afternoon tea.

Bath Abbey

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Di fronte all’ingresso delle terme romane si trova la gotica Abbazia il cui vero nome è The Abbey Church of Saint Peter and Saint Paul, Bath, l’ultima chiesa medievale dell’Inghilterra.

Fu realizzata nel VII secolo come ampliamento di un ex convento dei frati benedettini, ma riorganizzata, ampliata e ristrutturata nel X, nel XII e nel XVI secolo.

Al suo interno è sepolto Beau Nash, il damerino a cui si deve il rilancio della città avvenuto nel XVIII secolo.

È possibile anche salire sulla torre e ammirare Bath dall’alto.

Pulteney Bridge

pulteney bridge bath

Bath è adagiata sulle rive del fiume Avon e il ponte più famoso della città è il Pulteney Bridge che si trova a pochi passi dall’Abbazia e dalle terme romane.

Fu costruito in pietra tra il 1769 e il 1774, è lungo 45 metri e largo 18.

È uno dei quattro ponti al mondo insieme a Ponte Vecchio di Firenze e al Ponte di Rialto di Venezia su cui si trovano negozi, botteghe e caffetterie.

Ti consiglio di ammirarlo sia dal lato dell’abbazia, sia di percorrerlo e sia di scendere la prima rampa di scale che trovi sulla destra sempre passando dal lato dell’Abbazia che portano fino al giardinetto sulla riva e a due passi dalle arcate.

pulteney bridge bath andrea petroni

Royal Crescent

royal crescent bath

Come avrai notato leggendo il post Bath è ricca di curiosità e tra queste spicca un complesso residenziale a forma di mezzaluna chiamato Royal Crescent.

Si tratta di 30 unità abitative costruite tra il 1767 e il 1774 nello stile georgiano ideato e progettato da John Wood il Giovane. Al numero 1 si trova un museo in cui è possibile ammirare l’arredamento tipico e antico di una casa del complesso.

È ora considerato come il più importante esempio di architettura georgiana di tutto il Paese e fa parte degli edifici protetti dallo Stato.

Per ammirarlo al meglio ci si può posizionare nel parco antistante che fa parte del Royal Victoria Park, dove d’estate partono anche delle piccole mongolfiere.

Accanto al Royal Crescent, sulla piazza The Circus si trovano invece le Assembley Rooms, una serie di sale in cui si riunivano i ricchi per feste, balli, giochi di carte e per ascoltare musica, ma anche per flirtare.

Altre cose da vedere a Bath

Se sei un appassionato della scrittrice Jane Austin che a Bath visse per alcuni anni agli inizi del XIX secolo, potresti visitare il Jane Austin Centre o addirittura partecipare al Jane Austin festival che si tiene nel mese di settembre.

Volendo avere una panoramica sul resto della città puoi invece prendere il bus City Sightseeing, metterti al piano di sopra all’aperto (se il clima lo permette) e fare un giro completo con audioguida in italiano che dura 45 minuti.

Io ti consiglio di visitarla anche avendo un solo giorno a disposizione, sia come gita da Londra che come tappa di un viaggio per le Cotswolds, non te ne pentirai, anzi te ne innamorerai.

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019.