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Ristorante messicano a Roma: El Pueblo

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Ieri io e Valentina siamo stati in un ristorante messicano a Roma e oggi voglio raccontarti la nostra esperienza.

Io adoro mangiare messicano e uno dei motivi per cui amo andare in Messico – oltre alle bellezze storiche e naturalistiche – è proprio la cucina, peraltro patrimonio immateriale dell’Unesco.

Poi nella vita capitano delle coincidenze strane: una nostra coppia di cari amici ci parlava spesso di un ristorante messicano a Roma dove loro erano clienti abituali – oltretutto vicino a casa nostra – e un bel giorno, dietro le quinte del programma televisivo “Il Mondo Insieme” di Licia Colò, in attesa di essere intervistati e di raccontare anche il nostro viaggio in Messico (se vuoi guardare il nostro intervento clicca su Andrea Petroni e Valentina Venanzi in tv da Licia Colò), ci siamo intrattenuti a parlare con un ragazzo simpaticissimo di nome Pasquale anche lui in attesa di intervista per raccontare del suo progetto Gustamondo.

Tra una chiacchiera e l’altra è venuto fuori che Pasquale è il titolare del ristorante messicano a Roma “El Pueblo”, proprio quello di cui ci parlavano i nostri amici. Incredibile, che coincidenza! Veniamo chiamati da Licia, ci salutiamo e rimaniamo con un “ti verremo a trovare al più presto”.

Dopo poco più di un mese abbiamo mantenuto la nostra promessa e ieri sera abbiamo cenato da El Pueblo.

Tengo a precisare una cosa onde evitare eventuali dubbi di sorta sulla veridicità della nostra esperienza: abbiamo regolarmente e giustamente pagato il conto (ho anche fotografato lo scontrino per i più scettici) quindi quello che leggerai non è stato influenzato da alcun favoritismo.

Ristorante messicano a Roma: El Pueblo

El Pueblo si trova al numero 34 di Via G. de Vecchi Pieralice, la strada che collega via Baldo degli Ubaldi con Via Anastasio II, vicino alla fermata della metro Valle Aurelia (Linea A), al confine tra i quartieri Aurelio e Trionfale.

Questo ristorante Messico a Roma nasce nel 1993 dalla grande passione che Pasquale nutre sin da sempre per il Messico, un amore scoccato nel 1989 durante un  suo viaggio con zaino e sacco a pelo, in cui fu ospitato da famiglie locali che gli facevano assaggiare i loro piatti poveri. Da quel momento iniziarono i suoi numerosissimi viaggi in tutto lo sconfinato Paese in cerca delle tradizioni culinarie che Pasquale ha poi saputo sapientemente riportare in Italia.

Infatti nella prima pagina del menù è scritto ben chiaro che “dal 1993 El Pueblo difende la fedeltà della cucina messicana”, con un impegno nell'”offrire piatti tipici il più vicino possibile ai sapori del Messico”. Pasquale però tiene anche a precisare che a volte la ricerca pignola nel cercare di riprodurre fedelmente il piatto potrebbe non incontrare il gusto del cliente.

Nel menù infatti non si trovano piatti di cucine mischiate come ad esempio quella tex-mex, ma solo piatti classici della cucina messicana e ricette risalenti ai Maya e agli Aztechi, ricreati dopo un attento studio sui testi antichi.

El Pueblo è suddiviso in due ambienti: la sala superiore in cui cenare all’interno di un tempio Maya, e la sala inferiore tipicamente caraibica.

Noi siamo stati nella sala superiore, piccolina ma molto caratteristica, che ti trasporta subito nelle atmosfere del Mexico e in quei ristorantini tipici che io e Valentina andiamo sempre a cercare nei nostri viaggi.

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Il menù è molto vario, e suddiviso in antipasti, piatti principali, dolci e bevande.

Sotto a ciascun piatto ci sono scritti gli ingredienti, il luogo di provenienza del piatto, il suo grado di piccantezza, e se ordinabile anche da un vegetariano. Ma stai tranquillo, Pasquale saprà consigliarti al meglio in base ai tuoi gusti.

Noi abbiamo subito aperto le danze con Nachos al Formaggio e Picadillo El Pueblo.

Il formaggio che accompagnava i nachos era strepitoso, fuso, di capra e con chile jalapenos che gli dava quelle note leggermente piccanti.

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Il Picadillo El Pueblo, piramide di carne piccante con in cima delle olive, e con alla base tortilla di mais tostata farcita di guacamole era molto piccante ma buonissima, Vale ne è andata pazza!

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Io ho poi preso una birra Negra Modelo e gli altri acqua.

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Come piatto unico io non ho resistito al Burrito Gordo, che non ha nulla a che fare con il burrito tex mex che ho mangiato spesso in California. Il Burrito Gordo è una grossa tortilla croccante di farina di grano tenero farcita con carne di manzo, fagioli rossi, cipolla, formaggio fuso e chile jalapenos. Davvero squisito e che mi ha saziato per benino.

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Vale ha invece preso un piatto tipico della città di Puebla, il Mole Poblano, uno spezzatino di tacchino cotto con cacao e sesamo, da mangiare ovviamente con le tortillas. Io l’ho assaggiato ed era buonissimo, si sentiva tanto il sapore del cacao.

I nostri amici hanno preso Abondigas con Nopale (polpettine condite con foglie di cactus) e

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Pollo con Achiote (striscioline di petto con achiote, una spezia di una corteccia) tipico della valle di Mezquital.

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I piatti unici vengono rigorosamente serviti con riso, crema di fagioli e tortillas fatte a mano.

Per finire abbiamo preso un flan di cocco da dividere.

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Il tutto per € 80 euro complessive, € 20 a persona.

Ci sarebbe stata anche un’interessante selezione di tequila e rum, ma io non amo molto le bevande super alcoliche.

Abbiamo mangiato benissimo facendo un viaggio nella cultura messicana. Speriamo che questo 2018 ci regali il quarto viaggio in quel Paese che amiamo alla follia.

A chi consiglio El Pueblo? A chi ha voglia di provare la vera cucina messicana, e non quella italianizzata o americanizzata, a chi non ha voglia di farsi incantare dai lustrini ma che preferisce gustare ciò che viene preparato con il cuore, con l’anima e con grande passione, perché negli occhi di Pasquale si legge proprio quel grande amore che lo lega al Messico.

Se cerchi un vero ristorante messicano a Roma allora questo non ti deluderà, sia per il cibo che per la gentilezza del personale.

Dimenticavo, fanno anche piatti da asporto.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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