Cosa vedere a Muscat, la capitale dell’Oman, e altre info utili

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Muscat è una città dal fascino incredibile che combina le atmosfere da Mille e una Notte a una modernità che si sta facendo strada rispettando il passato, le tradizioni e soprattutto l’architettura araba, senza stravolgimenti futuristici come è invece avvenuto a Dubai o ad Abu Dhabi che – seppur bellissime – hanno un po’ perso il fascino arabo.

Io ci sono stato venendo proprio dagli Emirati Arabi e – pur essendo rimasto estasiato dalla modernità degli Emirati – quando sono arrivato a Muscat sono stato catapultato in quella dimensione mediorentale che ci si aspetta di trovare in questa parte di mondo.

Ti stai per caso chiedendo se mi è piaciuta? Tantissimo! Ho avuto il piacere di fare un bel giro per la città e sono pronto a parlarti di cosa vedere a Muscat, la capitale dell’Oman, in modo che tu possa farci un pensierino per uno dei tuoi prossimi viaggi, o possa utilizzare queste informazioni per crearti il tuo itinerario di visita.

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Prima però voglio darti qualche informazione generale per inquadrarla meglio nel suo contesto.

Muscat (Masqat in arabo che si legge Mascate) è una delle città più antiche del Medio Oriente, era conosciuta dall’Occidente sin dal II secolo d.C. per via del franchincenso, una resina aromatica utilizzata per l’incenso e per i profumi che veniva trasportata nel Mediterraneo a bordo di grosse navi.

Si trova nel nord dell’Oman, Paese che confina con lo Yemen, con l’Arabia Saudita e con gli Emirati Arabi Uniti. Tranquillo, è un Paese sicurissimo con un bassissimo tasso di aggressioni e di furti, come segnalato da Viaggiare Sicuri della Farnesina è solo sconsigliato recarsi al confine con lo Yemen, per il resto ci si può godere il viaggio in tutta serenità.

Muscat si estende per 3.500 km quadrati e ha una popolazione di poco più di 1.300.000 abitanti. L’economia è basata sull’esportazione dei datteri, del pesce, della madreperla e del franchincenso, ma soprattutto sul petrolio, un settore che si piazza al secondo posto per numero di occupanti dopo il settore governativo.

Per entrare in Oman c’è bisogno:

  • del passaporto elettronico
  • del visto d’ingresso che si deve richiedere online a questo link (arrivandoci in crociera sarà la compagnia di navigazione a svolgere le formalità d’ingresso, al crocierista verrà rilasciato a terra un cedolino con valore di visto d’ingresso da conservare e da restituire agli addetti portuali o alla Polizia prima di rientrare in nave).

La moneta dell’Oman è la rial omanita, al cambio 1 rial omanita equivale a circa € 2,32 (a tal proposito ti suggerisco di leggere la guida al cambio valuta)

Quanto tempo rimanere a Muscat? Al massimo un paio di giorni, la città è molto graziosa e caratteristica ma le cose da vedere non sono tante.

MUSCAT: COSA VEDERE NELLA CAPITALE DELL’OMAN

Sultan Qaboos Grand Mosque

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La Grande Moschea del Sultano Qaboos – l’attuale Sultano dell’Oman – è la cosa che più mi ha colpito di Muscat.

Si tratta di una moschea voluta dal Sultano nel 1992 i cui lavori iniziarono nel 1994 e terminarono nel 2001. Un’opera di una bellezza disarmante e di una pulizia maniacale al punto che è facile specchiarsi nei marmi di Carrara utilizzati per la pavimentazione e per il rivestimento delle pareti.


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Per costruirla furono impiegate 300.000 tonnellate di pietra arenaria indiana. La sala principale delle preghiere è un grosso quadrato con lati di 74,4 metri che può contenere più di 6.500 uomini (la sala delle donne ne può contenere 750). Sul soffitto è presente un gigantesco lampadario di Swarovksi che pesa più di 10 tonnellate, e sul suo pavimento è posto un tappeto di seta realizzato in unico pezzo da 600 donne iraniane, che per qualche anno è stato il tappeto più grande del mondo. Ora il primato del tappeto più grande del mondo è detenuto dalla Grande Moschea di Abu Dhabi.

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Sulla moschea svettano poi i cinque alti minareti che simboleggiano i 5 pilastri dell’Islam (i pilastri della religione islamica sono: le preghiere, le testimonianze di fede, l’elemosina, il digiuno durante il Ramadan, il pellegrinaggio a La Mecca da fare almeno una volta nella vita).

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Per entrare nella moschea bisogna abbigliarsi in modo consono al luogo indossando abiti che coprano completamente le braccia e le gambe. Le donne a partire dai 7 anni d’età devono anche coprire il capo inserendo all’interno del velo anche i capelli. Nel bar/gift shop della moschea è comunque possibile noleggiare l’abaya (il lungo abito tradizionale) e il velo copricapo.

Nelle sale di preghiera si entra scalzi, le scarpe devono essere riposte nelle apposite scaffalature che si trovano all’esterno delle sale. Come ti dicevo la pulizia è quasi maniacale quindi vai sereno.

È possibile visitare la Sultan Qaboos Grand Mosque tutti i giorni dal sabato al giovedì con orario 8 – 11.

Palazzo reale Qasr Al Alam

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Il Palazzo Al Alam, conosciuto anche come Palazzo della Bandiera, è la residenza ufficiale del Sultano Qaboos, anche se in realtà il Sultano non vi abita ma lo utilizza solo per ricevere gli ospiti più illustri.

Fu costruito nel 1972 nello stile islamico moderno e presenta colonne di colore oro e blu, e decorazioni degne di un sultano. Bellissimo il viale che conduce all’ingresso con aiuole fiorite e palazzi rivestiti di marmo bianco.

Non è possibile visitare i suoi interni ma è comunque possibile scattare belle foto al suo esterno.

Forte Al Jalali e Forte Al Mirani

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Accanto al Palazzo di Al Alam, sulle montagnole rocciose poste alla sua sinistra, si trovano i forti Al Jalali e Al Mirani costruiti nel XVI secolo.

Anche i forti sono chiusi al pubblico (Al Jalali ospita il museo dedicato al patrimonio culturale dell’Oman ma non sempre viene aperto) ma è possibili ammirarli dall’esterno.

Museo Bait al Zubair

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Il museo Bait Al Zubair mi è piaciuto tantissimo. Si tratta di un piccolo ma interessantissimo museo che ripercorre la storia del Paese esponendo mappe, dipinti, armi, oggetti di vita quotidiana, abiti e addirittura ricostruzioni fedeli delle antiche abitazioni omanite.

È aperto dal sabato al giovedì con orario 9:30 – 18. Il biglietto d’ingresso costa 2 rial (circa € 4,70 per gli adulti), i ragazzi dai 10 ai 15 anni pagano 1 rial, gli under 10 entrano gratis. All’interno del museo non è permesso scattare fotografie.

Suq di Mutrah

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Mutrah è un bellissimo quartiere di Muscat che si estende lungo la Corniche (il lungomare) e che ospita il principale porto del Sultanato su cui è quasi sempre ormeggiato lo yacht del Sultano.

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Proprio a Mutrah si trova il Suq, il mercato coperto da un tetto in legno e pieno zeppo di negozietti e botteghe che vendono prodotti alimentari e in particolar modo le spezie, profumi, lampade, tappeti e souvenir per i turisti.

Occhio però alle fregature, a noi hanno provato a spacciare una replica in miniatura di un tappeto persiano per uno in seta pura, alla fine per un paio di euro abbiamo preso lo stesso identico in un negozietto poco distante dall’altro, e ora lo utilizziamo come sotto ciotola per il nostro bassethound Gastone.

Al suq la parola d’ordine è contrattare, non aspettarti però grossi sconti. Si può anche pagare in euro.

È aperto dal sabato al giovedì con orario 8-13 e 17-21, il venerdì dalle 17 alle 21.

Molto bello da vedere è anche il mercato del pesce dove i pescatori scaricano e vendono il pescato del giorno, nelle sue vicinanze si trova inoltre la fortezza costruita nel 1580 dai portoghesi per controllare gli ingressi al porto (non è però visitabile all’interno).

Altre cose da vedere a Muscat

Quelle di cui ti ho parlato prima sono le principali cose da vedere a Muscat, se ti tratterrai più tempo potrai raggiungere il parco Riyam in cui si trova un grande inceneritore per l’incenso e goderti una bella vista sulla baia, visitare il museo Bait Al Baranda allestito in un’antica casa degli anni ’30 e in cui viene ripercorsa la storia della città, il museo d’arte moderna di Ghalya, il museo della numismatica, il museo delle forze armate o il museo nazionale.

Non mi resta che augurarti un buon viaggio, io ti aspetto anche sul mio profilo Instagram.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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