San Quirico d’Orcia: cosa vedere in un giorno nel bel borgo toscano

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Quando abbiamo deciso di trascorrere un weekend in Val d’Orcia abbiamo scelto di pernottare a San Quirico d’Orcia perché – facendo quattro calcoli su Google Maps – c’è sembrato in ottima posizione per visitare tutte le bellezze della zona, e la scelta è stata azzeccatissima.

San Quirico d’Orcia è un piccolo borgo che si visita a piedi in un’ora ma – nonostante le sue ridotte dimensioni – custodisce vari tesori da ammirare anche nelle sue immediate vicinanze.

In questo post troverai tutte le informazioni necessarie per gustarti al meglio San Quirico d’Orcia, con anche un suggerimento su dove andare a mangiare le prelibatezze locali.

SAN QUIRICO D’ORCIA: TUTTE LE INFORMAZIONI PER VISITARE IL BEL BORGO TOSCANO

San Quirico d’Orcia: dove si trova

Inquadriamolo prima geograficamente.

San Quirico d’Orcia, comune con poco più di 2.600 abitanti,  si erge sopra una piccola collina della provincia di Siena – in Toscana – e dista:

  • 45 km da Siena
  • 23 km da Montepulciano
  • 16 km da Monticchiello
  • 14 km da Montalcino
  • 10 km da Pienza
  • 6 km da Bagno Vignoni.

Cosa vedere a San Quirico d’Orcia

San Quirico d’Orcia ha una storia che si perde nei secoli. Secondo lo studioso etruscologo olandese Van Der Meer, San Quirico può essere identificata con Ena, una località di cui si parla nel più antico libro dell’Europa occidentale scritto tra il II e il III secolo a.C., il Liber Linteius Zagrabiensis. Nel Medioevo raggiunse però il massimo splendore in quanto luogo di passaggio sia per i mercanti provenienti dall’Umbria e dalle Marche che si dirigevano a Firenze e a Siena, sia per i pellegrini che percorrevano la via Francigena verso Roma che proprio in questo borgo potevano trovare assistenza e accoglienza.

San Quirico d’Orcia conserva ancora una struttura medievale, con una cinta muraria e quattro porte d’accesso.

Per visitare il borgo io ti consiglio di percorrere la centralissima Via Dante Alighieri accedendovi o dalla porta nord-ovest o da quella sud-est (Porta Ferrea).

Io e Valentina siamo entrati dalla Porta Ferrea e l’itinerario che ti propongo parte proprio da qui. Entrando invece dalla porta nord-ovest dovrai leggerlo al contrario.

Varcando la porta d’ingresso ci si ritrova immediatamente in via Dante Alighieri e si nota subito alla sinistra la Chiesa di Santa Maria Assunta risalente alla seconda metà dell’XI secolo. L’edificio romanico è molto semplice, costruito con blocchi di travertino e a una sola navata.

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Proprio di fronte alla Chiesa si trova l’Ospedale di Santa Maria della Scala, costruito nel XIII secolo per offrire cure ai pellegrini che percorrevano la via Francigena. Bellissimo il cortile con l’antico pozzo.

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Continuando su via Dante Alighieri su cui si affacciano trattorie e negozietti, si arriva in Piazza della Libertà. La classica piazza che ci si aspetta di trovare in questi borghi toscani e in cui si svolge gran parte della vita sociale. Un ampio slargo sul quale si trova sia l’ingresso agli Horti Leonini – un bellissimo giardino all’italiana realizzato alla fine dei XVI secolo non come accessorio di una villa privata ma a disposizione dei pellegrini, come testimoniato da una lettera inviata dal proprietario Diomede Leoni al granduca Ferdinando de’ Medici – che la Chiesa di San Francesco costruita nella seconda metà del 1800 nel luogo dove sorgeva un convento francescano. All’interno della chiesa è possibile ammirare la Madonna Annunciata di Andrea Della Robbia (inizi del XVI secolo) che fino al 1870 si trovava nella Cappella della Madonna di Vitaleta.

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Proseguendo sempre su Via Dante Alighieri si raggiunge la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta la cui costruzione iniziò nel XII secolo. Una chiesa romanica con tre portali realizzati in stili differenti e un interno a navata unica. Sull’altare maggiore si trova la pala quattrocentesca di Sano di Pietro raffigurante la Madonna col Bambino, gli angeli e i santi

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Di fianco alla Collegiata si trova Palazzo Chigi Zondadari (XVII secolo) che oggi ospita il Comune di San Quirico d’Orcia.

Spostandoti con l’automobile e percorrendo 8 km sulla strada che conduce a Pienza, ti consiglio poi di visitare la Cappella della Madonna di Vitaleta, una chiesetta rinascimentale ritratta in tantissime cartoline della Toscana, consacrata nel 1590 e immersa in un paesaggio suggestivo – nel mezzo alla campagna – a cui ci si accede percorrendo a piedi 700 metri lungo una strada sterrata.

madonna vitaleta val d orcia

Sempre nei dintorni non devi assolutamente perderti Bagno Vignoni, una splendida frazione di San Quirico d’Orcia la cui piazza centrale è quasi interamente occupata da un vascone termale di origine medievale.


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Altra tappa imperdibile nei dintorni è quella ai Cipressi di San Quirico d’Orcia, quel gruppetto di cipressi che avrai visto in tantissime fotografie che rappresentano la campagna toscana. Si trovano su una collinetta nella località “I Triboli”, proprio sulla via Cassia.

boschetto cipressi val d orcia

Cosa e dove mangiare a San Quirico d’Orcia

A San Quirico d’Orcia, come del resto in tutta la Toscana, si mangia benissimo.

I prodotti tipici locali sono lo zafferano, il vino Orcia DOC, l’olio DOP Terre di Siena, la pasta fatta a mano chiamata “pici”, le carni chianine e i dolci come il panforte e i ricciarelli. Troverai anche il buonissimo pecorino di Pienza che ti consiglio di mangiare magari in un panino insieme a qualche affettato come il prosciutto crudo.

Noi, su suggerimento della receptionist del residence in cui abbiamo alloggiato, ci siamo gustati una cena alla trattoria Osenna (Via Dante Alighieri 52). Cibo ottimo e prezzi onesti. Noi per due piatti di pici con verdure e pecorino di Pienza, una bistecca alla brace, un coscio di maiale arrotolato nella pancetta, un bicchiere di vino e una bottiglia d’acqua, abbiamo speso complessivamente € 42,50. Il menù è molto vasto e c’è un’ampia scelta di antipasti, primi (anche zuppe) e secondi, anche delle gigantesche fiorentine che abbiamo visto passare sotto ai nostri occhi ma che non abbiamo potuto mangiare in quanto Valentina – al settimo mese di gravidanza – deve mangiare solo carne ben cotta e una fiorentina troppo cotta è davvero uno spreco. Ampia anche la carta dei vini locali, sia bianchi che rossi. Nel fine settimana ti consiglio di prenotare con qualche giorno d’anticipo.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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