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Viaggiare rende migliori e felici: scopri i perché

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Lo so, il titolo appare un po’ provocatorio perché una pessima persona è tale anche se viaggia, però ci sono alcuni aspetti di noi che il viaggio migliora, alcuni angoli della nostra personalità vengono smussati, crollano alcune certezze e vengono smontati alcuni falsi miti.

Secondo il mio modestissimo parere il viaggio ci aiuta ad essere migliori e ora ti espongo le mie motivazioni.

PERCHÉ VIAGGIARE CI RENDE MIGLIORI E FELICI

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Viaggiare illumina la mente ed elimina i pregiudizi

Questa è una frase di Oscar Wilde e non mia, ma io sono assolutamente d’accordo con il mitico poeta e scrittore irlandese.

Conoscere nuove culture e confrontarci con l’altro apre la nostra mente, ci fa uscire dal guscio in cui viviamo e soprattutto ci fa vedere le cose con i nostri occhi.

Molto spesso abbiamo pregiudizi su un determinato luogo solo per sentito dire. “Lì non ci vado perché è pericoloso”, “quella città è sporca e non ci andrò mai”, “per carità, io lì mai, non c’è nulla da vedere”.

Ok, va bene che me lo dicano le istituzioni (Viaggiare Sicuri) o chi c’è stato, ma se me lo dici tu solo per sentito dire o peggio ancora per le tue sciocche convinzioni basate su razza e religione io non ci sto proprio.

La cosa ancora più brutta è però il pregiudizio culturale su un popolo. A chi è pieno di pregiudizi io dico viaggia e confrontati con il prossimo, vedrai che non esiste differenza alcuna, siamo tutti esseri umani, ognuno con i propri problemi (chi più e chi meno), e viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Ognuno di noi ha una storia da raccontare e tanto da insegnare al prossimo.

Flaubert diceva che “il viaggio è un bagno di umiltà: ti rendi conto di quanto è piccolo il luogo che occupi nel mondo”.

Chi viaggia ha più fiducia nell’umanità

Il professor Adam Galinsky della Columbia University di New York sostiene che chi viaggia ha una mente più elastica, che gli permette di trovare similitudini tra se stesso e gli abitanti del Paese che sta visitando. Questo senso di somiglianza gli permette di abbattere ogni barriera mentale accrescendo la fiducia nell’umanità. Nessuno è “diverso”, siamo tutti uguali!

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Viaggiare rende più intelligenti e creativi

Questo non lo dico io ma la scienza. Secondo un recente studio della Columbia University di New York chi viaggia ha una mente più brillante e più creativa di chi resta a casa. Più le persone interagiscono con nuove culture e più la loro mente diventa creativa.

Quanto più si interagisce con nuove persone e culture, più la mente diventa creativa. Viaggiando poi si vedono le cose sotto un’altra luce.

Sembra ad esempio che la creatività degli stilisti di moda sia proprio fortemente correlata con il tempo da loro trascorso all’estero.

Però un viaggio di pochi giorni non rende particolarmente creativi perché per stimolare la creatività c’è bisogno di un’interazione profonda con il luogo.

Viaggiando si diventa più coraggiosi

Molto spesso, soprattutto chi vive in piccole realtà, è protetto dal suo ambiente calmo e tranquillo, e privo di grossi pericoli. I problemi per lui iniziano viaggiando quando si “scontra” soprattutto con le grosse metropoli.

Viaggiando si impara ad evitare certi luoghi, a modificare alcune abitudini e a tenere alto il livello di attenzione.

È proprio viaggiando che si diventa più coraggiosi perché si imparano ad affrontare mille situazioni, dalle più semplici alle più difficili.

Un proverbio italiano dice che “chi viaggia per il mondo impara a vivere”.

Viaggiando si imparano le lingue

Io, purtroppo o per fortuna, nel mio percorso scolastico dalle medie all’università ho studiato solo la lingua francese. L’inglese l’ho imparato viaggiando.

All’inizio ero in grossa difficoltà ma con la testardaggine che mi contraddistingue ho iniziato a buttarmi in conversazioni con gente sconosciuta, a capire inizialmente il senso della frase, per poi tornare a casa (o in hotel/b&b) e cercare sul web o sul dizionario la costruzione di alcune frasi. Tornavo da ogni viaggio con qualche parola o frase nuova che arricchivano il mio vocabolario.

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Viaggiare aiuta a conoscere se stessi

Secondo la neuroscienziata Mary Helen Immordino-Yang della University of Southern California, chi entra in contatto con persone provenienti da un ambiente diverso dal proprio, uscendo dalla propria comfort zone, rafforza la propria identità.

Viaggiando si hanno tante cose da raccontare

Stai pur certo che viaggiando avrai così tante cose da raccontare, e tanti aneddoti curiosi e simpatici, che non rimarrai mai senza argomenti anche con persone sconosciute.

A me è capitato tante volte di ritrovarmi a cena con amici di amici che non avevo mai visto prima, e di intavolare subito una bella conversazione sull’argomento viaggi trascinata poi con enfasi e divertimento per tutta la serata. Vedrai che questo bagaglio di esperienze da viaggiatore ti faranno apparire anche particolarmente interessante.

Pensa che secondo una ricerca di itsjustlunch.com, portale specializzato in incontri, il viaggio è il secondo argomento di conversazione durante il primo appuntamento. Il primo riguarda gli hobby.

Viaggiare aiuta a capire la differenza tra ciò che è necessario e ciò che è superfluo

Può sembrare una sciocchezza ma soprattutto chi viaggia low cost e solo con il bagaglio a mano è portato a effettuare subito una distinzione tra il necessario e il superfluo.

Nel bagaglio a mano con dimensioni ridotte all’osso bisogna inserirci tutto ciò di cui si necessita durante il viaggio, quindi via tutto ciò che è superfluo e inutile e dentro tutto l’indispensabile.

Questo a lungo andare si riflette inconsciamente anche nella vita di tutti i giorni.

Ma questa distinzione si percepisce soprattutto viaggiando in alcuni Paesi, e in particolar modo quando vedi gli occhi dei bambini brillare di felicità e gioire per quel poco che hanno. Ci si accorge che quello che noi reputiamo importante è spesso superfluo, e che basta davvero poco per essere felici.

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Viaggiare aiuta a riflettere

Viviamo sempre di corsa e tra mille impegni che spesso non riusciamo nemmeno a fermarci e a riflettere. Per non parlare poi del tempo che perdiamo dietro ai social network.

Viaggiando lontano dallo stress della quotidianità si ha più tempo per se stessi.

Io ad esempio rifletto benissimo in aereo, quando non esistono distrazioni, quando bisogna spegnere il telefonino e quando per forza di cose si è costretti a stare seduti sulla poltrona per un numero x di ore. C’è chi dorme, chi legge un libro, chi guarda un film e chi riflette.

Ma si riflette benissimo anche in altre situazioni lontane dal comfort zone. Basta allontanarsi da casa per ritrovarsi da soli e far luce su alcune questioni personali piuttosto importanti.

C’è chi dopo un viaggio ha mollato il lavoro, chi ha chiuso relazioni con il partner, e chi invece si è lanciato in nuove avventure lavorative e sentimentali.

Il viaggiatore conosce il valore dei soldi

Molto spesso per viaggiare si fanno dei sacrifici e si effettuano delle rinunce.

Chi non è ricco ma è affetto dalla sindrome di wanderlust (l’irrefrenabile voglia di viaggiare e di esplorare il mondo) deve mettere soldi da parte per pagarsi il biglietto aereo e l’alloggio. Preferisce destinare i suoi risparmi al prossimo viaggio piuttosto che acquistare l’ultimo modello di smartphone, la macchina super figa, la borsa di marca o andare a cena nel ristorante stellato.

Il viaggiatore conosce quindi il valore dei soldi e sa che per ogni obiettivo da raggiungere ci sono delle rinunce da fare.

Viaggiare allunga la vita

Vuoi vivere più a lungo? Allora viaggia! Lo sostiene una ricerca condotta dal Baylor College of Medicine di Houston. In realtà non si vive di più ma chi viaggia rallenta la percezione del tempo e ha la sensazione di vivere più a lungo.

Viaggiare rende felici

Possiamo giungere alla conclusione che viaggiare rende felici. Ti sarà capitata un sacco di volte l’eccitazione da prenotazione, quando clicchi sul pulsante acquista e ti ritrovi nella mail il tuo bel biglietto aereo. Da lì inizia il sogno, da lì inizia la felicità che solo un viaggiatore con la V maiuscola può capire. Una felicità che si protrae per tutta l’attesa e per tutta la durata del viaggio. Lascia solo spazio alla malinconia del rientro che però si combatte pensando alla prossima meta. E torna di nuovo il sorriso.

Shawn Achor, uno dei massimi esperti mondiali di felicità, in uno studio pubblicato sull’Harvard Business Review, sostiene che un viaggio ben organizzato e poco stressante ha il 94% di probabilità di farci tornare alla vita di tutti i giorni e al lavoro con più entusiasmo e felicità.

Non mi resta quindi che augurarti un buon viaggio!

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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