Trulli: tutto quello che devi sapere + la nostra esperienza di soggiorno

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I trulli sono il simbolo della Valle d’Itria, e Alberobello è la città in cui si trova la maggior concentrazione di queste particolarissime abitazioni la cui storia si perde nella notte dei tempi incrociandosi con la leggenda. Ma qual era la loro funzione originaria? Come sono stati costruiti? Cosa significano i simboli che spesso appaiono sui tetti? Ci si può soggiornare?

In questo post scoprirai ogni curiosità sui trulli e ti racconterò anche l’esperienza di soggiorno in un trullo da noi vissuta per una settimana nella campagna tra Ostuni e Cisternino.

TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SUI TRULLI

La storia del trulli

Secondo gli studi iniziati a partire dal 1870 si fa risalire i trulli al primo millennio a.C., grazie alle popolazioni del Vicino Oriente come i pelagici, i messapici e i fenici che sbarcarono numerosi in Puglia, e fu riconosciuta la forma del trullo nella struttura della tomba micenea del tesoro di Atreo risalente al periodo 1500 – 1250 a.C. No, pare proprio che non si tratti di una struttura autoctona anche se questa ipotesi non è del tutto da escludere.

I trulli più antichi che sono stati rinvenuti risalgono alla fine del XVI secolo e non prima.

A cosa servivano i trulli

I trulli vennero costruiti inizialmente dai contadini con le pietre ritrovate nei loro poderi, e utilizzati o come ricoveri temporanei sia per gli uomini che per gli animali, o come magazzini per gli attrezzi.

La loro espansione con trasformazione in abitazioni composte da un ambiente principale e da piccole stanzette chiamate alcove, si ebbe con il frazionamento del fondo feudale e il conseguente sfruttamento dei terreni incolti. Ai contadini serviva una vera e propria abitazione in cui vivere con la famiglia.

Sembra poi che quelli di Alberobello furono fatti costruire in pietra locale e muri a secco per evitare di pagare una tassa sui nuovi insediamenti, in modo da poter essere demoliti velocemente ingannando gli ispettori del Regno di Napoli in caso di controllo.

Ora sono abitazioni, negozi, ristoranti e soprattutto case vacanze.

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Come vengono costruiti i trulli

I trulli sono costruiti dai mastri trullari interamente in pietra calcarea (chiamata anche pietra viva) e a secco, cioè a incastro, senza malta o materiale cementizio. La pietra quando è sotto terra è di colore bianco, portata all’esterno viene attaccata da muschi e licheni e si ossida anche grazie agli agenti atmosferici, e questo è il motivo per il quale i trulli di nuova costruzione o ristrutturazione hanno il cono di colore più chiaro rispetto agli altri grigio topo. Quindi per capire se un trullo è nuovo o vecchio basta guardare il colore del cono.

Le pietre per il rivestimento esterno del cono si chiamano chianchiarelle e sono importanti perché evitano le infiltrazioni d’acqua all’interno dell’abitazione, quelle interne di maggiore spessore sono chiamate chianche. Non c’è una chiave di volta ma una chiave dell’arco.

I trulli non hanno le fondamenta ma hanno un doppio muro. Quello interno è il muro portante ed è fatto di blocchi di pietra, quello esterno di lastre di pietra. Tra un muro e l’altro c’è il riempimento di terra e ghiaia che serve da intercapedine, e grazie al quale non entra né il caldo d’estate e né il freddo d’inverno. Lo spessore dei muri arriva anche a 2,5 metri e serve per mantenere il peso del trullo stesso.

La costruzione del trullo iniziava dallo scavo per costruire la cisterna d’acqua per la casa, e le pietre tolte servivano per costruire la struttura. La cisterna si riempiva con l’acqua piovana che scendeva dal cono e passava per i canali di scolo.

“Ma com’è suddiviso internamente?” è una delle domande che si pone chi non è mai entrato in un trullo, e me lo sono chiesto tante volte anche io. La forma esterna è circolare mentre all’interno è quadrata. Il trullo può essere a camera unica (una sorta di monolocale) o strutturato con un corpo principale attorno al quale si sviluppano le alcove ciascuna con il suo cono, stanzette adibite a cucina, camera da letto e bagno. In pratica per capire quante alcove ci sono basta guardare il numero dei coni. C’era anche una specie di secondo piano utilizzato come magazzino o come camera da letto per i più piccoli, realizzato poggiando lastre di legno su grosse travi sempre di legno. Ora in molti non c’è più ma sono ancora visibili le travi.

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Esternamente ci sono tre elementi che attirano la curiosità dei visitatori:

  • il pinnacolo che si trova in cima al cono, che in genere è la “firma” del mastro trullaro, ma che può essere anche scelto dal proprietario
  • l’altarino posto poco sopra il portale di ingresso e sotto al cono, a protezione della famiglia
  • i simboli dipinti sui coni di molti trulli. Si possono trovare simboli pagani, simboli magici con funzione propiziatoria, simboli cristiani e alcuni addirittura legati al lavoro svolto dal proprietario dell’abitazione.

Se vuoi assistere alla spiegazione di come viene costruito un trullo ti consiglio di entrare ad Alberobello in una di quelle botteghe in cui ci sono i mastri trullari che realizzano trulli in miniatura come souvenir. Li vedrai in azione e potrai ascoltare la loro spiegazione.

Dove si trovano i trulli

I trulli si trovano nell’altopiano delle Murge, ricco di rocce calcaree utilizzate per la loro costruzione.

La maggior concentrazione si trova però ad Alberobello (circa 1500), tra i siti Unesco d’Italia, ma ce ne sono molti sparsi per le campagne di Cisternino, Ostuni, Locorotondo, Noci, Fasano, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Martina Franca, Conversano, Putignano e zone limitrofe.

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SOGGIORNARE IN UN TRULLO: LA NOSTRA ESPERIENZA

Io e mia moglie Valentina sognavamo di soggiornare prima o poi in un trullo, e nella particolarissima estate 2020 abbiamo realizzato questo sogno.

A seguito di qualche ricerca su Airbnb (ecco un coupon Airbnb che ti permetterà di risparmiare qualche soldino sul tuo prossimo soggiorno) abbiamo trovato il trullo Il Nido che si trova in Contrada Fantese, tra Cisternino e Ostuni. Ricade nel comune di Ostuni anche se è decisamente più vicino a Cisternino (10 minuti d’automobile) al punto che dal giardino sul resto vedevamo la sagoma bianca di quest’ultima città.

Tra piante secolari d’ulivo e fichi d’india, in un quiete assoluta che profumava di rosmarino, un gallo cantava al mattino le sue melodie accogliendo il caldo sole d’agosto. Noi ci svegliavamo con lentezza, occhi puntati sul tipico soffitto conico, freschi grazie alle spesse pareti che sia d’estate che d’inverno mantengono una temperatura tra i 18 e i 22 °C.

Preparavamo il caffè con la moka, facevamo colazione in giardino mentre Nicholas ancora dormiva, e programmavamo la giornata sempre con gli occhi pieni di meraviglia.

Nel trullo non ci mancava nulla. Due ampi e curati giardini, un accogliente soggiorno, una bella cucina, un elegante bagno e una spaziosa camera da letto in cui c’era anche il lettino per Nicholas.

Quando Nick si svegliava il trullo si animava. Tra corse in giardino, rincorse con il bassethound Gastone e sonore risate, io e Valentina ci guardavamo felici. Non ci mancava veramente nulla.

Di sera, dopo la giornata trascorsa a visitare borghi, ci rilassavamo in giardino con l’aria fresca e il canto delle cicale, un buon bicchiere di vino pugliese per me e l’immancabile tisana per Vale.

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Un post condiviso da ANDREA PETRONI Travel Blogger (@vologratis) in data:

Soggiornare in un trullo è stata una delle esperienze più emozionanti della nostra vita e ti suggerisco di provarla anche a te, almeno una volta.

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo insieme alla sua famiglia. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Ora lo trovi ogni sabato alle 13:10 su Radio Capital. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019. Il 23 luglio 2020 è uscito il libro da lui curato dal titolo "In viaggio tra i borghi d'Italia".