Vitorchiano: cosa vedere nel borgo del Moai fuori dall’Isola di Pasqua

vitorchiano cosa vedere

Vitorchiano è uno dei tesori della Tuscia viterbese. Arroccato su uno sperone di peperino, e a soli 10 km da Viterbo, conserva ancora oggi il suo fascino medievale e custodisce una vera e propria rarità: uno dei rarissimi Moai presenti al di fuori dell’Isola di Pasqua.

Noi ci siamo andati spinti dal racconto presente nel libro In viaggio tra i borghi d’Italia che ho curato durante il lockdown, e c’è tanto piaciuto soprattutto per le curiosità che si incontrano passeggiando tra le sue viuzze.

Probabilmente ti starai chiedendo “ma cosa ci fa un Moai in questo piccolo borgo laziale?”. Lo scoprirai leggendo questa guida a cosa vedere a Vitorchiano, uno dei borghi più belli d’Italia nonché Bandiera Arancione del Touring Club.

Breve storia di Vitorchiano

La storia di Vitorchiano si perde nella notte dei tempi.

La rupe sulla quale si erge fu abitata sin dall’età del bronzo e il nome si fa risalire a Vicus Orclanus perché pare che dipendesse dalla città etrusca di Norchia nei pressi di Vetralla.

Fu castrum romano e poi città fortificata. Dal XIII secolo è “Terra fedelissima all’Urbe” grazie a un patto di fedeltà stretto con la città capitolina che la liberò dall’invasione dei viterbesi. Patto che dura ancora oggi al punto che si fregia della scritta S.P.Q.R. (Senatus Popolusque Romanus) nel suo stemma municipale, della lupa capitolina e del motto Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum, Vitorchiano castello e parte di Roma. Su alcune porte e architravi di finestre sono tutt’oggi visibile scritte che si riferiscono alla fedeltà dei vitorchianesi alla Capitale.

Piccola curiosità: a Vitorchiano sono state girate alcune scene del film L’armata Brancaleone di Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Gian Maria Volonté e Catherine Spaak.

COSA VEDERE A VITORCHIANO: TRA MEDIOEVO E MOAI

Moai di Vitorchiano e il panorama sul borgo

moai vitorchiano

Ti consiglio di iniziare la tua passeggiata per Vitorchiano partendo dalla terrazza che si incontra lungo la Strada Provinciale 23 della Vezza (Via Teverina) sia per avere una bellissima visione panoramica del borgo che si erge sulla rupe immerso nella fitta vegetazione e fare belle foto (c0me quella di copertina che trovi in alto), ma anche per ammirare la vera chicca del luogo: il Moai.

Si tratta di una delle rarissime sculture Moai presenti al di fuori dell’Isola di Pasqua. Fu fatta realizzare nel 1990 dal giornalista e conduttore televisivo Mino D’Amato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla raccolta fondi per il restauro delle sculture nella loro terra d’origine. Per realizzare l’obiettivo fu individuata Vitorchiano perché la pietra del territorio è simile a quella presente a Rapa Nui e furono invitati per un mese 11 maori della famiglia Atan che la scolpirono utilizzando asce manuali e pietre appuntite. La statua è alta 6 metri e accoglie i visitatori con quella sua aria austera ma allo stesso modo accogliente. Prima di essere collocata qui fu posta inizialmente in Piazza Umberto I e poi trasferita in Sardegna per un’esposizione.

In questo spiazzale si trova anche un’area sosta per i camper (a pagamento).

Arrivando in automobile puoi proseguire per circa 500 metri e parcheggiare nelle zone nei pressi delle mura e di Piazza Umberto I.

Mura e Porta Romana

vitorchiano mura porta romana

Per accedere al borgo antico di Vitorchiano si passa per la Porta Romana, così chiamata perché rivolta a sud verso Roma e con la scritta S.P.Q.R. sull’arco, sempre per quel patto di fedeltà di cui ti parlavo all’inizio del post.

Sopra la porta vi è una torre che è parte della cinta muraria del XII secolo e pare che nell’antichità ci fosse un ponte levatoio per oltrepassare il fossato ora riempito nella parte davanti all’entrata.

Prima di entrare nel centro storico guarda alla tua sinistra su Piazza Umberto I, proprio davanti alle mura. C’è la statua di Marzio realizzata nel 1979 in peperino da Luigi Fondi. Secondo la leggenda il pastore Marzio fu colui che nonostante una spina conficcata nel piede riuscì ad arrivare a Roma e ad avvertire il Senato dell’attacco che gli etruschi stavano preparando contro l’Urbe. Marzio morì poco dopo per via della ferita e della stanchezza e i romani riuscirono a respingere l’attacco.

Piazza Roma

vitorchiano

Porta Romana conduce prima in Piazza SS. Trinità con l’omonima chiesa del XIV secolo conosciuta anche come Sant’Amanzio (compatrono di Vitorchiano, il patrono è San Michele), e poi in in Via Arringa dove nel passato si tenevano assemblee per discutere dei problemi del luogo, una strada con le abitazioni dai colori pastello , che porta su Piazza Roma in cui spicca la torre dell’orologio del XV secolo con sotto la fontana a fuso in peperino realizzata tra il XIII e il XIV secolo. Sotto alla torre e dietro alla fontana c’è una lapide in peperino la cui iscrizione riporta un bando comunale che vietava ai banditi e agli assassini di dimorare nel comune di Vitorchiano.

Accanto alla torre vi è il Palazzo Comunale edificato tra il XV e il XVI secolo. Il suo ingresso è in Piazza Sant’Agnese e salendo è possibile visitare la Sala del Consiglio con un bel soffitto ligneo, un camino e affreschi. Volendo è possibile salire anche sulla torre.

Guardando la torre troverai sulla tua destra la Chiesa di Sant’Antonio Abate fondata nel 1406 e sulla sinistra Palazzo Fidelitas costruito nel XV secolo e ora sede della Pro Loco, della scuola di musica del paese e della società di pesca sportiva.

L’arco posto alla sinistra della torre è Porta Madonna della Neve che conduce alla parte più antica e più suggestiva del borgo.

I vicoli del centro

vitorchiano viterbo

Ora non ti resta che girare tra i vicoli con le casette in pietra caratterizzate dai profferli (scale che portano all’ingresso dell’abitazione) adornate da piante e fiori, antichi portali, archi e cantine. Pensa che parcheggiato in un vicolo ho addirittura visto un motorino Sì della Piaggio, lo stesso che avevo io da adolescente a metà degli anni Novanta (per favore non farti i conti della mia età!).

vitorchiano cosa vedere (2)

Tra questi vicoli, e precisamente al numero 43 di Via Santa Maria, si trova la Casa del Vescovo (quella che vedi in foto) costruita tra il XIII e il XIV secolo, utilizzata dal vescovo di Bagnoregio durante le visite pastorali. Sempre sulla stessa strada vi è un bel palazzetto trecentesco con portico (v. foto in alto con Valentina e Gastone) considerato come uno dei più caratteristici del borgo.

Su Via Santa Rosa si trova invece la Casa della Strega (XIII secolo), e la casa della Santa Patrona di Viterbo in cui visse nel 1250 durante il suo esilio e in cui fece due miracoli ridando la vista a una bambina cieca e convertendo un’eretica.

In Via Santa Maria c’è invece la chiesa di Santa Maria Assunta in cielo (XIII secolo) in cui si trova una tavola del XV secolo raffigurante l’Assunta, un antico organo a canne del XVII secolo, affreschi, una tela del XVII secolo che raffigura l’incredulità di San Tommaso, e la macchina processionale in legno che viene utilizzata per la processione annuale del 14 agosto.

Punto panoramico

vitorchiano andrea petroni (2)

Tornando su Piazza Roma con la torre alle tue spalle troverai sulla destra un piccolo terrazzino panoramico da cui ammirare il panorama che si apre dal borgo.

Santuario di San Michele Arcangelo

Sempre su Piazza Roma è possibile scendere dalla Porta Tiberina e percorrere il sentiero naturalistico (le piagge) che con una passeggiata di 1 chilometro conduce al Santuario di San Michele Arcangelo patrono di Vitorchiano. Si trova in Strada le Piagge e fu edificato nel 1358 da Nicolò Biagio da Vitorchiano a seguito della volontà del parroco che aveva fatto un viaggio in Puglia nei luoghi di San Michele.

Cosa mangiare a Vitorchiano

A Vitorchiano bisogna per forza di cosa assaggiare i cavatelli, spaghettoni fatti a mano con acqua e farina e conditi con un sughetto di pomodoro fresco, aglio, olio, peperoncino, finocchio selvatico e una spolverata di pecorino rigorosamente romano.

 

A noi Vitorchiano è piaciuta tanto e l’abbiamo abbinata alla visita di Sant’Angelo di Roccalvecce, il paese delle fiabe.

Il Lazio, e in particolar modo la Tuscia, è ricco di splendidi borghi che nulla hanno da invidiare a quelli più famosi sparsi in altre regioni del centro Italia, e proprio per questo loro essere poco noti sono a mio avviso ancora più affascinanti per chi li visita senza troppe aspettative iniziali.

Leggi anche Cosa vedere nel Lazio: luoghi insoliti che ti lasceranno a bocca aperta.

Ti aspetto anche su Instagram.

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, giocare con suo figlio Nicholas, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo insieme alla sua famiglia. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio, su Radio Capital e sulle pagine de L'Huffington Post. Ogni tanto lo trovi in radio, in tv e su giornali. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019. Il 23 luglio 2020 è uscito il libro da lui curato dal titolo "In viaggio tra i borghi d'Italia".