Alberobello: cosa vedere in un giorno. Guida completa e dettagliata

alberobello cosa vedere

Era da tanto tempo che sognavo di visitare Alberobello, anche se di questo borgo della Valle d’Itria avevo spesso sentito opinioni contrastanti. “Bellissimo”, “unico”, “troppa gente”, “troppo turistico”…

Partendo dal fatto che a me la parola “turistico” pronunciata con disprezzo fa venire l’orticaria, perché se un posto è particolarmente bello è normale che le persone siano invogliate a visitarlo e non per questo motivo si debba snobbare un luogo famoso solo per sentirsi “più fighi degli altri”, ho cercato di non farmi influenzare, di basarmi solo sulla mia sensazione e ho fatto benissimo. A me, ma anche a mia moglie Valentina, Alberobello è piaciuta tantissimo. Ci siamo ritrovato di colpo in un posto fuori dal tempo, fiabesco, unico al mondo, e mi sento vivamente di consigliartelo. D’altronde dal 1996 fa parte dei Siti Unesco d’Italia e dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia.

In questo post troverai tante informazioni per visitare Alberobello in un giorno: cosa vedere, ma anche dove e cosa mangiare a altre informazioni pratiche.

Cosa vedere ad Alberobello in un giorno

La capitale dei trulli si visita benissimo in un giorno. Indossa però scarpe comode perché troverai delle belle salite, io le ho fatte spingendo il passeggino di mio figlio Nicholas e in certi tratti è stato un pochino faticoso, non però come a Ostuni o come a Matera. Valentina è anche riuscita a visitarla senza problemi indossando il tacco 12…ma lei non fa testo.

Ad Alberobello ci sono circa 1500 trulli di cui molti risalenti al XVI secolo. Queste singolarissime costruzioni venivano edificate o come ricoveri temporanei nelle campagne o come case permanenti per gli agricoltori. Pare che furono fatti erigere nel XVII da Giangirolamo Acquaviva d’Aragona, Conte di Conversano, per beffare il Regno di Napoli che aveva imposto una tassa sulle costruzioni.  Il conte impose la costruzione senza malta in modo che in caso di ispezione da parte del governo centrale bastava dare un colpo al pinnacolo per far crollare il tetto.

Il fulcro della città storica si trova nei rioni Monti e Aia Piccola. Io ti consiglio di partire dal Rione Monti in cui ci sono oltre 1000 trulli di cui molti adibiti a negozi di souvenir, e arrivare poi in Aia Piccola.

Chiesa di Sant’Antonio da Padova

alberobello chiesa trullo

Passeggiando per Monti troverai le indicazioni per la chiesa a Trullo che si trova al margine della zona. Si tratta di un edificio abbastanza recente, edificato nel 1927 e con pochi mesi di lavorazione. Ha un ingresso monumentale con una scalinata che porta all’interno a croce greca in cui si trova l’affresco di Adolfo Rollo raffigurante Gesù in croce e diversi santi, la reliquia di Sant’Antonio da Padova e alcune statue.

È piuttosto sobria e colpisce più per le sue cupole a trullo, di cui la più alta raggiunge i 21 metri, che per i suoi interni.

Vicolo fiorito

alberobello vicolo fiorito

Vicolo Gabriele D’Annunzio, tra Via Monte Pertica e Piazza Gabriele D’Annunzio, è secondo me il vicolo più bello di Alberobello. È caratterizzato da tante piante che con i loro fiori donano un tocco di colore al bianco candido dei muri delle abitazioni. Pare che sia anche uno degli angoli più fotografati del borgo e a dire il vero anche noi abbiamo fatto qualche minuto di fila per scattare qualche bella foto.

Trulli con simboli sul tetto

alberobello simboli trullo

Passeggiando per Alberobello troverai tanti trulli con degli strani simboli dipinti sul tetto. Questi avevano per i contadini significati magici e propiziatori.

Se vuoi scattarti una foto sotto a una di queste abitazioni con simbologia io ti consiglio di farlo accanto al vicolo fiorito, esattamente alla sua destra, su Via Monte Pertica.

Trullo siamese

alberobello trullo siamese

Al numero 3 di via Monte Pasubio ci sono due trulli uniti da uno stesso tetto la cui storia si intreccia nella leggenda. Odio e amore.

Secondo la tradizione questi trulli erano abitati da due fratelli. Il maggiore doveva sposare una ragazza che però era innamorata del fratello minore. Per un periodo convissero tutti insieme fino a quando la gelosia del fratello maggiore cacciò via gli amanti forte del diritto di primogenitura sulla proprietà. L’altro fratello non gliela diede vinta rivendicando la sua eredità e i tre arrivarono a un compromesso: divisero il trullo e aprirono un’altra entrata sul retro.

Ora al suo interno vi è un negozio di souvenir, e leggermente più avanti è possibile visitare un’abitazione ancora abitata lasciando un’offerta libera.

alberobello trullo abitato

Museo del Territorio (Casa Pezzolla)

Se vuoi conoscere la storia di Alberobello ti consiglio di visitare Casa Pezzolla in Piazza XXVII Maggio. Un complesso di 15 trulli comunicanti in cui ha sede il museo del territorio che espone testimonianze, attrezzi e reperti legati all’attività produttiva della zona, e in cui è possibile ammirare anche l’arredamento tipico di un trullo.

Il biglietto ha un costo di € 3.

Basilica Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano

basilica alberobello

Nel rione Aia Piccola, la zona in cui ci sono circa 400 trulli abitati e non invasa da negozi di souvenir, il tuo sguardo verrà rapito dall’imponente Basilica Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano che si trova in Piazza Curri.

Nella facciata in stile neoclassico realizzata nel 1885 spicca la lunetta del portale realizzata da Adolfo Rollo con Gesù Crocifisso tra la Vergine Maria, San Pietro, san Paolo, San Giovanni e i santi Cosma e Damiano.

È la chiesa più importante di Alberobello perché dedicata ai santi patroni della città. Era in origine una chiesetta di campagna che si sviluppò con l’aumentare della devozione dei fedeli fino ad assumere le sembianze attuali.

Trullo Sovrano

alberobello trullo sovrano

Praticamente alle spalle della Basilica, in  Piazza Sacramento, si trova il trullo il più imponente della città.

Fu costruito per nel XVIII secolo per volontà del sacerdote Cataldo Perta che lo volle come sua dimora. È l’unico trullo a due piani con il secondo raggiungibile tramite una scala interna, e fu costruito utilizzando la malta per legare le pietre tra di loro.

È una sorta di piccolo borgo con al centro la casa padronale e intorno quelle dei dipendenti.

Ora è una casa-museo che ti consiglio di visitare (il biglietto costa € 2) perché è arredata con mobilio originale disposto esattamente com’era nei secoli scorsi e ha anche un bel giardino. Alle pareti ci sono anche pannelli che raccontano la storia della casa, dei locali ma anche di Alberobello.

Belvedere o Terrazza di Santa Lucia

Per avere una bella panoramica sui tetti di Alberobello hai due alternative:

  • o salire sulle terrazze di alcuni negozi di souvenir del rione Monti facendo anche solo un piccolo acquisto (trovi fuori le insegne)
  • affacciarti in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona che si trova nel rione Aia Piccola.

Dove mangiare ad Alberobello

antipasto pugliese alberobello

Ad Alberobello sono tanti i ristoranti in cui assaggiare la gustosa cucina locale con piatti realizzati con prodotti semplici e rigorosamente del territorio: orecchiette, cavatelli, fave con le cicorie, frise con pomodori, zucchine o melanzane, affettati e formaggi.

Per la scelta noi ci siamo affidati a TheFork e abbiamo mangiato da Così com’era in Piazza del Popolo 20 con un bel tagliere di affettati e formaggi, con della focaccia e con delle frise deliziose.

Dove parcheggiare ad Alberobello

Il centro storico è chiuso al traffico e bisogna quindi parcheggiare il veicolo all’esterno.

Puoi parcheggiare l’auto o la moto o nelle strisce blu (con tagliando a pagamento da acquistare alle macchinette) lungo Largo Martellotta e parte di Via Indipendenza. Altrimenti c’è un parcheggio sempre a pagamento in via Francesco Gigante (anche area sosta camper), uno in via Monte San Gabriele (€ 6 per tutto il giorno) e altri sparsi intorno al centro.

Queste sopra sono le indicazioni pratiche ma io ti suggerisco comunque di perderti tra i suoi vicoli gironzolando senza meta, assaporando quell’atmosfera magica che si respira solo in questo luogo unico al mondo.

Buona passeggiata, ti aspetto anche sul mio profilo Instagram vologratis.

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo insieme alla sua famiglia. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Ora lo trovi ogni sabato alle 13:10 su Radio Capital. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019. Il 23 luglio 2020 è uscito il libro da lui curato dal titolo "In viaggio tra i borghi d'Italia".