Cosa visitare in Valle d’Itria: viaggio nel cuore della Puglia

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Trulli bianchi, cielo azzurro, distese infinite di uliveti e vigneti piantati su terra rossa arsa dal sole: questa è la Valle d’Itria.

Uno scrigno pieno di meraviglie nel cuore della Puglia, che si estende tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, e che dal 1986 è entrata di diritto tra i siti Unesco d’Italia.

Ti stai chiedendo cosa visitare in Valle d’Itria?

Tranquillo, avrai solo l’imbarazzo della scelta: dal mare alla natura selvaggia, dalla storia alla tradizione enogastronomica, questo angolo d’Italia è pronto a regalarti attimi indimenticabili.

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VALLE D’ITRIA

Cosa visitare in Valle d’Itria: i borghi

Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Cisternino, e ancora Noci, Fasano (famosa per lo zoo Safari con animali allo stato selvaggio), Ostuni, Torre Guaceto ed Egnazia. I borghi della Valle d’Itria sono un trionfo di bianco calce (Ostuni su tutti), di vecchie botteghe artigiane, di balconi in ferro battuto e antiche finestre aperte su vicoli che profumano di storia, di bucato e cucina tipica.

Se hai poco tempo ti consiglio di concentrarti solo su alcuni di essi per goderti pienamente la tipica atmosfera pugliese, i suoi ritmi e le sue abitudini.

Alberobello

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Ph. Luca Storri

Alberobello è certamente una tappa obbligata: perché se è vero che la Valle d’Itria è la terra dei trulli, Alberobello ne è il pieno trionfo. Un groviglio di vicoli, pietra bianca e scorci meravigliosi da immortalare e da tenere nel cuore.

I trulli più antichi risalgono al XIV secolo e sono concentrati nel rione Monti (ce ne sono più di 1.000), ai bordi delle stradine che salgono sul colle fino alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova anch’essa a forma di trullo. I più famosi sono i Trulli Siamesi, uniti sul tetto ma con entrate separate su due vie distinte. Un tempo erano un’unica abitazione poi separata a causa della lite dei due fratelli per via di una ragazza.

Se vuoi ammirare il rione Monti dall’alto e scattare belle foto panoramiche ti consiglio di andare sulla terrazza Santa Lucia che si trova in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona.

Un’altra zona da visitare è il rione Aia Piccola con circa 400 trulli. Un quartiere meno votato al turismo e al commercio e proprio per questo più “vero”, passami questo termine, in cui spicca il Trullo Sovrano a due piani ora adibito a museo che mostra gli arredi originali. Andando verso Piazza del Popolo si trova Casa Pezzolla, 15 trulli tra loro comunicanti che ospita il Museo del territorio.

Locorotondo

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Da Alberobello, attraverso strette strade costeggiate da muretti a secco, si raggiunge Locorotondo, uno dei borghi più belli d’Italia, dalla struttura tondeggiante, come il toponimo ci suggerisce.

Fermati ad ammirarlo da fuori, dal basso, per apprezzare la perfezione della sua struttura e la magia che riesce a trasmettere tutto il territorio che lo circonda e che sembrerà trasportarti in un’altra epoca.

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Ph. Luca Storri

Le sue abitazioni tradizionali con il tetto spiovente sono chiamate “cummerse” e sono rivestite di lastre calcaree.

Il centro storico è tutto visitabile a piedi ed è ricco di vicoli e scorci pittoreschi, e custodisce gioielli architettonici come il barocco Palazzo Morelli con l’adiacente Torre dell’Orologio, il Palazzo Comunale, la Chiesa di San Rocco patrono della cittadina, la Chiesa della Madonna della Greca, quella dedicata a Santa Maria Annunziata, quella in onore di Maria Addolorata, e la Basilica Minore dei Santi Cosma e Damiano.

Martina Franca

Un’atmosfera simile si respira nel centro di Martina Franca, la città barocca della Valle d’Itria, con la sua Cattedrale, i ristoranti all’aperto e i vicoli stretti a fare da cornice al bel borgo posto su altopiano a 400 metri sul livello del mare.

Prosperò nel Settecento e proprio a quel periodo risalgono i suoi monumenti principali e le sue chiese, realizzati nello stile chiamato barocco martinese, come la Basilica di San Martino ricca di opere d’arte tra cui il presepe di Stefano da Putignano, la Chiesa di Sant’Antonio ai Cappuccini e quella della Beata Vergine del Carmine con la statua policroma di Santa Maria della Misericordia realizzata sempre da Stefano da Putignano, il Palazzo Ducale che oggi ospita il Municipio, e il Palazzo Turnone (uno degli edifici più antichi di Locorotondo risalente addirittura al periodo angioino) in cui ha sede oggi il Conservatorio di Santa Maria della Misericordia.

Noci

Meno battuto dal turismo ma sicuramente interessante è anche il borgo di Noci che ospita un bell’ufficio informazioni utile per scoprire cosa fare in Valle d’Itria. 

A Noci impossibile non fermarsi da “Marino”, un chimico prestato alla gastronomia che ti farà gustare dei panini che sono veri e propri capolavori del gusto. L’attesa per essere serviti al bancone è sempre lunga, ma ne vale la pena.

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Ph: Erika Francola

Gastronomia a parte, il centro storico è caratterizzato dalle gnostre, cioè dei cortili aperti sulle vie, piccoli spazi chiusi su tre lati e uno che si affaccia sulla strada.

Gli edifici degni di nota sono la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria della Natività, costruita nel 1316 per volere di Filippo I D’Angiò nel luogo in cui si trovava un albero di noci sotto al quale si era riparato da un temprale e in cui gli apparve la Vergine Maria (da qui il nome del borgo Noci) e la Torre dell’Orologio.

Se rimane ancora del tempo spostati verso Cisternino e Ostuni, due perle bianche, piene di fiori, di sole, di storia e di sorprese.

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Ph: Erika Francola

Ostuni

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Conosciuta come la città bianca della Puglia, Ostuni è un gioiello incastonato tra l’azzurro del cielo e il blu del mare.

Deve il suo colore alla calce utilizzata nel Medioevo sulle abitazioni che serviva da disinfettante naturale durante le pestilenze.

Da vedere la Cattedrale in stile gotico fiorito, le Mura Aragonesi edificate dagli angioini nel basso medioevo per difendersi dai saraceni, e poi ampliate nel Quattrocento dagli aragonesi per tenere a bada i Turchi, la Chiesa di S. Giacomo di Compostela, e Piazza della Libertà sulla quale affacciano Palazzo San Francesco, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa dello Spirito Santo l’obelisco di Sant’Oronzo patrono della città

Cisternino

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Qui non troverai i trulli di Alberobello, le Chiese di Ostuni o i palazzi di Martina Franca, ma vale ugualmente la pena fare una passeggiata per questo bel borgo. Su Piazza Garibaldi troverai la Villa comunale e la Torre Grande con la Porta Grande, c’è poi la Chiesa Madre romanica in onore di San Nicola in cui si trova la statua raffigurante la Madonna con bambino scolpita nel 1517 da Stefano da Putignano, e la bella Piazza Vittorio Emanuele in cui fare un bell’aperitivo.

Cosa fare in Valle d’Itria – Un tuffo nel mare

Il consiglio in più su cosa fare in Valle d’Itria è sicuramente quello di scoprire questa terra alloggiando in una masseria tipica, magari in un trullo (ne trovi tanti anche su Airbnb) , o comunque in una struttura storica della zona, tra ulivi secolari e vecchi muri a secco.

Tra l’altro sono molte le masserie che propongono passeggiate, escursioni, gite a cavallo, degustazioni di prodotti tipici, visite a vigneti e cantine, laboratori e esperienze didattiche per grandi e piccoli.

Spostandosi dall’entroterra al mare si lasciano i trulli, i vigneti e gli uliveti e si raggiunge la pianura, costellata di torri che segnalano le spiagge più belle della costa, in provincia di Brindisi.

Mare di Puglia
Ph: Erika Francola

Da non perdere le marine di Ostuni e di Fasano e la riserva di Torre Guarceto.

Potrai scegliere tra spiagge sabbiose, calette e piccole insenature rocciose per regalarti attimi di puro relax in una delle zone più ricche, autentiche e caratteristiche di tutta la Puglia.

Che ne dici di farci un pensierino per la prossima estate? La Valle d’Itria ti aspetta!

Sono Erika (@erikamelie sui social), ho 29 anni e vivo con mio marito in un borgo nel cuore della Tuscia, tra Roma, l'Umbria e la Toscana. Amo la letteratura, i colori dell'autunno, i pittori impressionisti, il tè, i negozi vintage e il vino rosso. La scrittura, i viaggi e la fotografia sono le mie più grandi passioni: ho fondato per questo il mio blog Viaggideltaccuino.it e ogni giorno per lavoro ho la fortuna di raccontare storie, emozioni e luoghi che profumano di magia e bellezza.