Baviera e Baden-Württemberg: itinerario di viaggio dettagliato

tubingen

Sono rientrato in Italia da pochi giorni da un bellissimo viaggio in Germania tra la Baviera e il Baden-Württemberg, due regioni a sud del Paese che mi hanno regalato forti emozioni. Dopo averlo raccontato sul mio profilo Instagram vologratis (qui trovi tutte le Stories del viaggio) sono pronto a raccontarti tutto anche qui, con un bel resoconto dettagliato che spero ti aiuterà a organizzare al meglio un bel viaggio in quelle zone.

Baviera e Baden-Württemberg: diario di viaggio e itinerario dettagliato

Piccola premessa: durante questo viaggio mi sono spostato in treno, ho preso solo il volo Francoforte – Roma per tornare a casa. Per gli spostamenti ho utilizzato l’Interrail, un pass che – a un prezzo forfettario – mi ha permesso di prendere qualsiasi tipo di treno senza limiti di viaggi, e soprattutto senza dover acquistare ogni volta il biglietto.

Il treno è un mezzo di trasporto sostenibile, evita lo stress della guida e ti permette di goderti il viaggio in totale relax. A me piace tanto poi devo dire che i treni della Deutsche Bahn funzionano molto bene.

Ora per entrare bisogna essere in possesso del green pass. A me lo hanno chiesto ovunque in hotel e anche per consumare all’esterno di bar e ristoranti. Ti consiglio di scaricare l’app LUCA e caricare lì dentro, tramite QR Code, il tuo green pass. Quando ci sono stato io, in Baviera, era obbligatoria la mascherina FFP2 sia per i mezzi pubblici che per entrare nei locali. Al rientro in Italia c’è poi da compilare il modulo PLF. Come sai però tutto cambia velocemente. Ti consiglio comunque di consultare i siti web governativi per avere chiare tutte le regole di comportamento, in questo periodo pandemico le regole cambiano da un momento all’altro.

Prima di continuare a leggere guarda questo brevissimo video in cui avrai un’idea dei luoghi in cui sono stato.

 

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Giorno 1: arrivo a Monaco di Baviera e giro per la città

Sono arrivato in Germania in treno passando per la Svizzera e – cosa fighissima – ho attraversato 5 Paesi in poche ore: Italia, Svizzera, Liechtenstein, Austria e Germania.

Non tornavo a Monaco di Baviera dal lontano 1990. C’ero stato da piccolino insieme ai miei genitori esattamente l’anno dopo la riunificazione tedesca. Ricordavo ben poco di questa città, solo l’entusiasmo del me bambino nel ritrovarmi con la mia famiglia in un Paese “straniero”.

Dopo aver lasciato i bagagli all’hotel NH Collection München Bavaria, scelto perché si trova proprio di fronte alla stazione ferroviaria, mi sono fiondato a fare una bella passeggiata per questa città in cui passato, presente e futuro, si fondono alla perfezione in un affascinante mix di cultura, tradizione e accoglienza.

Monaco è la capitale della Baviera, famosa in Italia soprattutto per l’Oktoberfest, ed è la terza città tedesca per numero di abitanti dopo Berlino e Amburgo. Le sue origini risalgono al Medioevo, ebbe un grande sviluppo durante l’epoca barocca e nel 1806 divenne capitale del regno di Baviera. Tutte queste epoche salienti per la città sono visibili nelle architetture dei palazzi e delle chiese.

monaco di baviera 2

Ho iniziato la passeggiata per il centro partendo da Karlsplatz in cui si trova una grande fontana, il palazzo di Giustizia e una delle porte d’ingresso (Karlstor) che un tempo attraversava le mura medievali e che fu poi restaurata nelle stile neogotico. Attraversando Karlstor si entra nella Neuhauser Straße, la via commerciale che conduce fino a Marienplatz con al centro la Colonna della Madonna (Mariensäule) eretta nel 1638 quando terminò l’invasione svedese, i Municipi (il vecchio e il nuovo) e il più grande carillon della Germania (Glockenspiel) nel nuovo Municipio.

monaco di baviera

Sono passato di fronte alla Frauenkirche (la Cattedrale gotica costruita tra il 1468 e il 1488), alla Residenz (la residenza reale della dinastia Wittelsbach) e ho gironzolato tra i negozi del Viktualienmarkt, il grande e colorato mercato cittadino. Ciò che però mi ha più colpito è stata la Viscardigasse, un vicolo nei pressi di Odeonsplatz in cui spicca una pavimentazione dorata, un sentiero segnato da pietre “d’oro” messe a ricordo del fatto che, durante il periodo nazista, questa strada veniva utilizzata da coloro i quali non volevano fare il saluto con il braccio destro teso di fronte al memoriale del Beer Hall Putsch nella Odeonsplatz, fatto erigere da Hitler come testimonianza del primo colpo di stato (fallito) del 1923 in cui lui figurava tra gli organizzatori.

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Al termine della passeggiata sono andato a cena da Der Pschorr am Viktualienmarkt, un ristorante/birreria che propone piatti della cucina tradizionale bavarese.

Giorno 2: Bad Wörishofen – Weilheim

Dopo una bella e abbondante colazione in hotel ho lasciato Monaco di Baviera e in un’ora di treno ho raggiunto Bad Wörishofen.

Il nome di questa cittadina bavarese dice poco a molti di noi. Ma se ti dicessi “percorso Kneipp“? Sì, la oramai famosa cura basata sui benefici dell’idroterapia si è sviluppata proprio qui grazie a padre Sebastian Kneipp che nell’Ottocento era parroco di Bad Wörishofen. Il sacerdote – quando non abitava ancora i, nonostante le resistenze dell’ambiente medico che lo accusava di ciarlataneria, continuò a praticare questo tipo di cura al punto che arrivarono in città talmente tante persone in cerca di aiuto che furono costruiti alberghi e locande trasformando la cittadina in una vera e propria stazione termale.

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È ora una graziosa città di circa 14.000 abitanti in cui tutto, o quasi, ruota intorno alle cure termali. Ci sono anche diverse vasche gratuite sparse qua e là nel centro storico in cui camminare con le gambe immerse nell’acqua fredda o immergere le braccia. C’è anche un padiglione realizzato con i rami degli alberi impregnati di sale dai quali cadono gocce di acqua in cui sedersi all’interno e respirare l’aria benefica salmastra. Bellissimo anche il Kurpark, un parco di 163.000 mq tutto dedicato al benessere in cui imbattersi in cespugli di rose, in piante profumate e aromatiche, in erbe medicinali, nel giardino Hildegard von Bingen e nel giardino della salute maschile. Si può anche camminare a piedi nudi su un percorso fatto di diversa pavimentazione (rocce di varie dimensioni e tronchi d’albero) e usufruire delle vasche gratuite. Tappa fondamentale per tutti gli amanti del benessere.

bad wörishofen vasca kneipp

Pranzo veloce alla Bäckerei Sinz che si trova fuori dalla stazione ferrovia e poi in treno verso la seconda tappa: Weilheim, una coloratissima cittadina che con i suoi edifici variopinti infonde tanta allegria (circa un’ora e quaranta di treno).

weilheim andrea Petroni

Dopo aver lasciato i bagagli all’Altstadthotel Bachbräu, sono stato nella vicina Polling a visitare un museo unico nel suo genere: Stoa169. Una grande sala aperta su tutti e quatto i lati, nel bel mezzo della campagna, al cui interno si trovano 121 colonne (48 in meno rispetto a quelle pensate inizialmente) realizzate ciascuna da un artista differente. Il museo è accessibile gratuitamente 24 ore su 24 ed è bellissimo passeggiare tra le opere d’arte create da artisti provenienti da ogni parte del mondo in un contesto completamente diverso da quello del classico museo. Un porticato che invita alla riflessione, alla discussione, anche perché le opere toccano importanti tematiche sociali, culturali e ambientali.

stoa 169 polling

Per cena sono stato alla birreria Dachsbräu Weilheim in cui mi gusto uno dei miei piatti preferiti della cucina bavarese: lo Schweinshaxe, il croccantissimo stinco di maiale servito con Knodel e crauti.

andrea petroni viaggio baviera baden Württemberg

Giorno 3: Weilheim – Oberammergau – Kempten

Mi aspetta la montagna!

Ho lasciato Weilheim alle 8 del mattino per raggiungere in un’ora di treno Oberammergau. Avvicinandomi alla destinazione il paesaggio è radicalmente cambiato. Sono spuntate casette dallo stile alpino, mucche, boschi e montagne, e io – che amo questo tipo di scenario – mi sono emozionato.

Sceso dal treno ho raggiunto per prima cosa la Kolbensesselbahn Tal Station, la seggiovia che conduce sul Kolbensattel a 1271 metri sul livello del mare. Passando sopra a boschi e a ruscelli sono arrivato al rifugio Kolbensattelhütte. Uno scenario bello come questo che si apre da questo punto merita una bella sosta e me lo sono goduto mangiando una bella torta di strudel di mele con crema alla vaniglia.

kolbensattel

Per scendere a valle mi si sono poste davanti 3 opzioni: a piedi tra i sentieri, con la seggiovia o con l’alpine coaster. Io ho scelto l’ultima. Una fighissima “montagna russa” tra i monti a bordo di uno slittino che può raggiungere i 4o km orari, coprendo un dislivello di 400 metri. Esperienza bella e divertente che consiglio a tutti di fare, anche perché – a differenza delle montagne russe originali – qui è il guidatore stesso che regola la velocità agendo sui freni manuali.

@vologratisTu lo faresti? ##montagnerusse ##montagna ##adrenalina ##viaggi ##divertimento ##germania ##enjoyhiddengermany *ad♬ Sweet Dreams – Alan Walker & Imanbek

Dopo questa esperienza adrenalina ho raggiunto il centro di Oberammergau caratterizzato da abitazioni in stile alpino completamente affrescate per lo più con scene inerenti alla religione cattolica e alla caccia, ma leggermente fuori dal centro ci sono anche case affrescate a tema fiabesco. Sono una più bella dell’altra.

andrea petroni oberammergau

oberammergau

La cittadina è piccolina, conta poco più di 5000 abitanti ma ha una chiesa gigantesca, la St. Peter und Paul, che mi ha incuriosito per due cose: sia per l’affresco sopra l’organo che rappresenta il baldacchino della Basilica di San Pietro in Vaticano realizzato da Bernini e da Borromini, che per la rappresentazione della Passione di Cristo realizzata con le statuine come fosse un presepe. Passeggiando per la cittadina ho notato anche un’altra cosa gigantesca se messa in relazione con la popolazione: il teatro con una capienza di oltre mille spettatori.  Sai a cosa serve? A contenere tutti gli spettatori del colossal che mettono in scena ogni 10 anni dal 1634: la Passione di Cristo. Un voto fatto dai cittadini a Dio per averli risparmiati dalla peste bubbonica e che continua a distanza di secoli. Ho visto dei filmati pazzeschi. Non è una semplice rappresentazione teatrale parrocchiale (non me ne vogliano i teatri parrocchiali), bensì uno spettacolo ad altissimi livelli di professionalità che coinvolge più di un migliaio di persone rigorosamente residenti a Oberammergau, e che spinge gente da tutto il mondo ad assistere all’evento. Prima o poi ci tornerò anche io per assistere allo spettacolo.

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Per pranzo, dato che amo la cucina bavarese, mi sono fermato all’Alte Post Café-Restaurant Kofel-Blick, dove ho mangiato un piatto tradizionale composto da spatzle al formaggio e da medaglioni di maiale.

piatto tradizionale bavarese a oberammergau

Dopo pranzo ho realizzato uno dei miei sogni da viaggiatore: visitare il castello di castello di Neuschwanstein che si trova nei pressi di Fussen. L’ansia di rimanere deluso era tanta. Ho affrontato la salita di mezz’ora che porta fino all’ingresso con fatica e con timore, ma quando sono arrivato al suo cospetto sono rimasto letteralmente colpito dalla sua bellezza. Fu fatto costruire dal re Ludwig II di Baviera tra il 1869 e il 1886 e fu preso a modello dalla Disney per disegnare i castelli dei suoi cartoon più belli. Bello, bello, bello.

 

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Ho trascorso la serata a Kempten, la città in cui nel 1898 fu realizzato il primo motore a diesel al mondo. Mi ha colpito molto la Rathausplatz: la piazza del Municipio, con una bella fontana al centro, case barocche e rinascimentali, e tanti bar e ristoranti. Per cena ho deliziato il mio palato con una schnitzel da Zum Stift, ovviamente con un bel boccale di birra d’accompagnamento.

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La notte l’ho trascorsa sempre a Kempten nell’hotel bigBOX ALLGÄU, un bell’albergo moderno che si trova a una decina di minuti a piedi dal centro storico.

Giorno 4: Kempten – Ravensburg – Sigmaringen

Da grande appassionato di puzzle e di giochi da tavolo avevo grosse aspettative per questa giornata, tornare bambino anche solo  per un attimo è una di quelle sensazioni che mi piace tanto provare.

Ho lasciato la Baviera alle 7:30 del mattino e mi sono addentrato nel Baden-Württemberg. In poco più di due ore e qualche cambio di treno sono giunto a Ravensburg, la città che tutti noi conosciamo per via della Ravensburger, l’azienda tedesca che produce giochi da tavolo, leader europea nella produzione di puzzle. Per avere una visione d’insieme di questo luogo che si trova al centro della regione turistica del Lago di Costanza e dell’Algovia sono salito a piedi in cima alla torre medievale Blaserturm, e con uno sguardo ho abbracciato tutto il centro storico fino al lago di Costanza e alle Alpi.

ravensburg dall'alto

Passeggiando per la città vecchia mi sono imbattuto in splendide abitazioni medievali e barocche e mi sono fiondato a visitare il Ravensburger Museum, il museo che ripercorre la storia dell’azienda che dal 1883 fa divertire i bambini di tutta Europa. Tra giochi antichi e moderni (con alcuni ci si può anche giocare) la mia mente è volata alla mia infanzia, a quando non c’erano gli smartphone e ci si divertiva con i giochi da tavolo o componendo puzzle, e per questo nel negozio del museo ho comprato un paio di puzzle per mio figlio Nicholas, sperando che tra un pochino anche lui apprezzerà questo modo paziente di portare a compimento un’opera.

ravensburg museum andrea petroni

Proprio di fronte al museo Ravensburger si trova un altro luogo imperdibile, l’Humpis-Quartier, il quartiere/museo medievale più grande e meglio conservato della Germania meridionale, con sette edifici che si possono visitare anche all’interno tra stanze, cantine e solai. Un bel salto indietro nel tempo.

Per pranzo sono stato al ristorante Gastätte Humpis, proprio accanto all’Humpis-Quartier, e sazio e soddisfatto per questa prima parte di giornata sono tornato in stazione per raggiungere Sigmaringen.

Sigmaringen sorge sulle rive del Danubio, il grande fiume che nasce proprio nel Baden-Württemberg e precisamente nella Foresta Nera.  Mi si è presentata con un numero spropositato di case a graticcio di cui sono follemente innamorato, e con il suo imponente castello che si erge sopra il Danubio, su uno sperone di roccia alto 35 metri. Risale all’XI secolo, anche se la struttura attuale fu costruita tra il XVII secolo e il XIX secolo e – dalla prima metà del XVI secolo – fu la residenza dei conti e poi principi di Hohenzollern-Sigmaringen. Anche gli interni sono molto belli e ospitano una delle più grandi collezioni private di armi d’Europa.

castello sigmaringen

Per cena ho mangiato pesce d’acqua dolce al Restaurant Bootshaus che si trova sulle rive del Danubio, e ho trascorso la notte presso l’Hotel Jägerhof.

Giorno 5: Sigmaringen – Tübingen – Karlsruhe

Ultimo giorno pieno alla scoperta di questa meravigliosa parte di Germania.

Poco prima delle 8 del mattino ho preso il treno dalla stazione di Sigmaringen per Tübingen che ho raggiunto in circa un’ora. Ho iniziato la visita della città a bordo di una singolare imbarcazione in legno chiamata Punt, originaria di Oxford nel Regno Unito, che viene guidata nei fiumi dai fondali bassi puntando e spingendo un lungo bastone sul letto del fiume. Il primo impatto con la città è stato piacevolissimo, in un’ora e un quarto di lenta navigazione sul fiume Neckar si costeggiano gli antichi e colorati palazzi e grazie al racconto della simpaticissima barcaiola ho iniziato a conoscere Tübingen, sede di un’antica università fondata nel 1477.

andrea petroni Tübingen

Dopo il bel giro in barca mi sono fiondato nel centro storico e sono rimasto folgorato dalla sua bellezza. Uno dei pochi centri storici delle città tedesche rimasto indenne dopo la seconda guerra mondiale. La città è dominata dal castello di Hohentübingen costruito nel 1078 e ampliato tra il 1507 e il 1647, ma è stato il Markt (la piazza centrale) a colpirmi più di qualsiasi altra cosa, contornato dalle case a graticcio e dal palazzo del Municipio con la facciata affrescata. Ogni strada di Tübingen ha un fascino incredibile ed è stato bellissimo passeggiare in questa città dal fascino antico ma animata da una vivacità moderna.

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L’immagine di copertina di questo diario di viaggio è stata scattata proprio in questa splendida città, torna all’inizio per guardarla.

In Germania si mangia solo carne? Assolutamente no! A Tübingen ho pranzato al ristorante vegano Vegi specializzato in falafel (polpette mediorientali di legumi speziate e fritte), semplicemente squisite!

Dopo pranzo mi sono diretto in stazione e alle 13:57 ho preso il treno per Karlsruhe, ultima tappa di questo viaggio. Sono arrivato in città intorno alle 16, ho lasciato la valigia allo Schlosshotel che si trova proprio di fronte alla stazione ferroviaria e ho intrapreso a una bella passeggiata per questa città in cui sono già stato diverse volte in quanto ci vive il fratello di Valentina (mia moglie) con la sua famiglia. Il nome della città significa “il riposo di Carlo” perché secondo la leggenda nacque proprio a seguito di un sogno fatto da Carlo II di Baden: un castello dal quale partivano strade come i raggi del sole. Sono passato per la piazza del mercato con la piramide in cui è sepolto il fondatore della città, Karl Wilhelm di Baden – Durlach, sono arrivato al castello con il suo bel parco in cui ci sono prati, alberi e un laghetto, e sono andato a degustare le birre artigianali prodotte dalla “Fächerbräu“, un birrificio fondato nel 2017 da tre giovani di Karlsruhe che utilizzano solo ottimi ingredienti regionali. Le birre sono una più buona dell’altra e le etichette rappresentano i luoghi e i monumenti più simbolici della città. Ho trascorso l’ultima serata cenando con un’ottima bistecca da DOM grill bar kitchen, ripensando a tutto questo bellissimo viaggio che mi ha permesso di conoscere luoghi un po’ fuori dai soliti giri turistici.

castello di karlsruhe

Un consiglio spassionato: metti in programma anche tu questo stesso viaggio, scoprirai una Germania insolita, bella, calorosa e accogliente. Non te ne pentirai, fidati di me!

 

This post was brought to you as a result of the German blog trip #EnjoyHiddenGermany, a project between GNTB and iambassador. VoloGratis.org maintains full editorial control of the content published on this site.

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, giocare con suo figlio Nicholas, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo insieme alla sua famiglia. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Per anni ha portato avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio, su Radio Capital e sulle pagine de L'Huffington Post. Ogni tanto lo trovi in radio, in tv e su giornali. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online. La seconda edizione è uscita a giugno 2019. Il 23 luglio 2020 è uscito il libro da lui curato dal titolo "In viaggio tra i borghi d'Italia". A fine giugno 2021 uscirà il suo nuovo libro tutto dedicato ai luoghi più insoliti, segreti e curiosi di Roma.