Viaggio in Germania tra villaggi medievali: da Francoforte a Lipsia

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Se stai programmando un viaggio in Germania e sei ancora indeciso sulle mete da inserire nel tuo itinerario, io ti suggerisco di leggere con attenzione questo mio diario di viaggio per un semplicissimo motivo: mai mi sarei immaginato di ritrovarmi in posti così belli e suggestivi, tra storia, natura e cultura.

Io mi sono organizzato in questa maniera: sono partito da Roma Fiumicino con Alitalia, sono atterrato a Francoforte, ho noleggiato un’automobile e ho guidato per 5 giorni fino ad arrivare a Lipsia. Poi da Lipsia ho raggiunto in treno Berlino e sono rientrato in Italia.

Ora sono pronto a raccontarti dettagliatamente questo mio viaggio in Germania.

VIAGGIO IN GERMANIA: DA FRANCOFORTE A LIPSIA ALLA SCOPERTA DI VILLAGGI MEDIEVALI

Viaggio in Germania: primo giorno. Francoforte sul Meno

Alle 11 atterro all’aeroporto di Francoforte e mi dirigo a ritirare l’automobile noleggiata alla SIXT, non prima però di aver mangiucchiato qualcosina. Per noleggiare un’automobile in qualsiasi parte del mondo è necessaria oltre alla patente (e in alcuni casi la patente internazionale) e al passaporto elettronico o carta d’identità valida per l’espatrio (a seconda dei Paesi), anche una carta di credito (non ricaricabile).

Mi consegnano una Opel Mokka con la quale mi dirigo immediatamente al centro di Francoforte. La cosa che mi sorprende avvicinandomi alla città in cui ha sede la Banca Centrale Europea è la modernità dei suoi palazzi. Bellissimi edifici in acciaio e vetro che si stagliano alti nel cielo e che riflettono l’azzurro del cielo e le bianche nubi.

Purtroppo, dato il poco tempo che ho per visitare Francoforte sul Meno, mi dirigo subito alla piazza centrale, la Römerberg, circondata da caratteristici palazzi costruiti tra il XV e il XVII secolo e al cui centro si trova la Fontana della Giustizia. Nella Römerberg spicca il municipio (Rathaus) nella cui sala principale avvenivano le consultazioni dalle quali veniva poi nominato l’Imperatore del Sacro Romano Impero.

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Dalla piazza arrivo alla Kaiserdom, la Chiesa di San Bartolomeo, dove furono incoronati 10 imperatori germanici del Sacro Romano Impero. Purtroppo però quella odierna è una perfetta ricostruzione dell’originale devastata prima dall’incendio del 1867 e poi dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Arrivo poi sulle sponde del Meno, il fiume che bagna la città, e attraverso il ponte di ferro Eiserner Steg ammirando un panorama modernissimo sullo skyline in contrasto con l’antico centro storico che si trova a due passi.


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Nel tardo pomeriggio lascio la città e mi dirigo alla Villa Orchard di Kriftel (17 km dal centro di Francoforte) dove trascorrerò la notte. Ceno al ristorante zum Hirsch con un buon trancio di salmone accompagnato dall’Apfelwein, il sidro di mele, bevanda tipica di Francoforte.

Viaggio in Germania: secondo giorno. Da Francoforte a Waldeck passando per Limburg e Malburg

La mia giornata inizia alle 7:30 con una bella colazione in camera e poi via in macchina per iniziare il vero e proprio road trip in Germania.

La prima sosta la faccio a Limburg an der Lahn, che raggiungo percorrendo 58 km. Una splendida cittadina medievale di circa 33.000 abitanti caratterizzata da case a graticcio costruite tra il XIII e il XIX secolo, che mi fanno subito immergere in un’atmosfera di altri tempi. Sono felice perché è proprio questa la Germania che cercavo.


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Mi perdo tra i vicoli acciottolati ammirando e fotografando le antiche case, e raggiungo il Duomo (Limburger Dom), dedicato ai Santi Giorgio e Nicola, consacrato nel 1235, e considerato come un capolavoro dell’architettura di transizione dal romanico al gotico.

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© EmiSeven

Mi fermo a mangiare al ristorante Tonne che si trova all’interno di una bellissima casa a graticcio e mi rimetto in viaggio verso la prossima tappa: Marburg.

Marburg dista 85 km da Limburg, ed è una cittadina universitaria che conta 80.000 abitanti di cui 30.000 studenti della Philipps-Universität Marburg. Città giovane, vivace, bellissima e che – non essendo bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale – mantiene tuttora intatto il suo centro storico con le antiche case a graticcio. Parcheggio l’auto appena fuori dal centro e mi dirigo al Market, la piazza del mercato con lo storico Municipio e con la statua di Sofia di Turingia – la cittadina più illustre di Marburg – figlia di Ludovico IV di Turingia.

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Mi inerpico sulla collina e raggiungo il castello Landgrapheschols costruito tra il 1200 e il 1500, da cui mi godo una vista mozzafiato sulla città colorata dalle calde sfumature autunnali.

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Nel tardo pomeriggio mi rimetto in automobile per raggiungere il castello di Waldeck che dista 75 km da Marburg, in cui trascorrerò la notte. Arrivo con il buio e non riesco a vedere il panorama circostante. Da qualche parte dovrebbe esserci un lago, ma rimango sbalordito dalla bellezza dello Schloss Waldeck in cui si trova sia un hotel che un museo. Sono super euforico al pensiero di dormire in un vero castello, soprattutto in questo in cui – secondo la leggenda – pare che tra le rocce del sottosuolo abitino nani come quelli de Il Signore degli Anelli. La fame si fa sentire, mangio nell’elegante ristorante del castello e poi mi godo una bella dormita su un letto comodissimo.

Viaggio in Germania: terzo giorno. Da Waldeck a Corvey passando per Fritzlar e per Hann. Münden

Se c’è una cosa a cui proprio non resisto è la colazione in hotel. Il primo pensiero che mi balena nella mente non appena metto piede in una struttura è sempre la stessa “come sarà domattina la colazione?”, e puntualmente mi sveglio alle 6:30 per essere tra i primi ad entrare nella sala delle “meraviglie”. A volte però mi capita di rimanere deluso e altre super soddisfatto. Nel Castello di Waldeck la colazione è super e con vista sull’Edersee, il lago che ieri con il buio non ero riuscito a vedere.

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Mi godo una colazione lenta, e dopo aver provato di tutto – dal dolce al salato – faccio un giro per il Castello sperando di incontrare i nani che abitano nel sottosuolo. Dei nani nemmeno l’ombra però lo Schloss Waldeck è davvero impressionante.

Salgo in automobile, faccio una sosta al lago Eder per ammirare i colori autunnali della natura, e mi metto in marcia verso Fritzlar. Il tragitto è breve, solo 21 km per arrivare nella cittadina che conta poco più di 14.000 abitanti e dove tanti secoli fa sembra sia partita la cristianizzazione della Germania centrale e settentrionale.

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Una pace surreale mi avvolge non appena varco le mura cittadine in cui si trova la Torre grigia (Grauer Turm) – la più alta torre di difesa urbana rimasta nel Paese – ed entro nel centro storico. Case a graticcio ovunque, una bella piazza del mercato (Markt) e la Chiesa di San Pietro con la statua di San Bonifacio, missionario inglese che intorno al 700 andò a cristianizzare la zona.


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Questo viaggio in Germania mi sta regalando grosse soddisfazioni, non mi aspettavo affatto di trovare luoghi così belli e caratteristici, lontani dal turismo di massa e con quel fascino antico che non sempre ci aspettiamo di trovare da queste parti, abituati per lo più a trascorrere weekend in grandi città come Berlino e Monaco di Baviera.

Da Fritzlar raggiungo Hann. Münden percorrendo 55 km immerso nella campagna tedesca. Questa cittadina della Bassa Sassonia conta poco più di 23.000 abitanti e viene anche chiamata “la città dei tre fiumi” (Weser, Werra, Fulda).

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Famosa per le oltre 700 case medievali perfettamente conservate – che si intravedono già prima di attraversare uno dei ponti in pietra più antichi del Paese – vengo rapito dalla bellezza del Municipio rinascimentale costruito tra il 1603 e il 1618.

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Passeggio senza meta tra le sue strade perso in una dimensione fiabesca, e il profumo del pane fresco appena sfornato mi trascina dentro a una panetteria dove divoro un brezel e un panino ricoperto di formaggio fuso e speck.

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Con la pancia piena e gli occhi sognanti riprendo l’automobile e, guidando per 70 km nella campagna tedesca, arrivo a Corvey. Prendo posto nella mia camera all’ostello del Weser Aktiv Hotel, mi rifaccio il letto, una doccia nel bagno in comune con gli altri ospiti ed esco per la cena. Mi faccio consigliare da Trip Advisor e vado al ristorante Strullenkrug dove nell’ordine divoro: una zuppa di goulash, un filetto al pepe nero con patatine fritte e un waffle ricoperto di sciroppo al cioccolato e accompagnato da gelato alla vaniglia. Felice e soddisfatto torno in ostello e sprofondo in un sonno profondo.

Viaggio in Germania: quarto giorno. Da Corvey a Wolfsburg

Il programma di questa giornata è un po’ più tranquillo degli altri e prevede la visita al Convento/Castello di Corvey e il trasferimento a Wolfsburg. Mi sveglio con calma, faccio colazione e vado a visitare l’Abbazia di Corvey (il biglietto d’ingresso costa € 9,50), Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un’antica abbazia benedettina fondata nell’822, la cui Scuola tra il IX e il X secolo fu uno dei principali centri culturali d’Europa.


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Un’austera facciata conduce in un interno policromo in cui dominano i colori del rosso e del bianco. Rimango incantato dalla bellezza dell’abbazia, delle statue lignee e dell’organo. La mia visita continua per il cimitero e per le sale del convento, trasformato successivamente in castello, in cui si trova una libreria che custodisce circa 75.00 volumi antichi.

Dopo un pranzo in una panetteria di Corvey con una bella insalatona e un brezel – confesso di aver bevuto un cappuccino a pranzo proprio come fanno i tedeschi (a mia discolpa posso dire che mi serviva per riscaldarmi dal freddo) – mi rimetto in macchina per raggiungere Wolfsburg che dista 165 km.

Arrivo in serata, lascio la valigia nell’hotel Alter Wolf e vado a cenare al vicinissimo Schlossremise, un bellissimo ristorante moderno ricreato all’interno del vecchio garage del castello di Wolfsburg. Mangio dell’ottimo pesce misto, tra cui le capesante che tanto mi piacciono, sorseggiando del vino tedesco, e terminando con un tortino al cioccolato dal cuore caldo che mi fa letteralmente impazzire.

Bene, sono pronto per riposarmi e godermi la giornata di domani, l’ultima piena di questo viaggio in Germania.

Viaggio in Germania: sesto giorno. Da Wolfsburg a Lipsia

Wolfsburg è nota per essere la città in cui ha sede la Volkswagen, anzi a dirla tutta è stata fondata nel 1938 proprio per ospitare gli operai della casa automobilistica e – anche se non sono un grosso appassionato di automobili – subito dopo la colazione in hotel vado diretto all’Autostadt.

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L’Autostadt (biglietto d’ingresso € 15) è la città dell’automobile, un grosso parco tematico aperto nel 2000 che ospita un lussuoso hotel, vari ristoranti, padiglioni che espongono vetture del gruppo Volkswagen (Audi, Lamborghini, Porsche Seat, Škoda, Volkswagen, Bugatti e Volkswagen macchine industriali) e un padiglione che ripercorre tutta la storia dell’automobile con vetture antiche e moderne di qualsiasi marca, c’è addirittura la DeLorean di Ritorno al Futuro.

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Ciò che più mi colpisce, oltre alle auto d’epoca, sono le due torri completamente automatizzate in cui vengono parcheggiate le automobili in attesa di essere consegnate all’acquirente.

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Prima di rimettermi in macchina e dirigermi a Lipsia, ultima tappa di questo mio viaggio in Germania, mi fermo da Das Brot. – una panetteria che si trova proprio nell’Autostadt, lungo il fiume – a prendere un sandwich con formaggio e avocado, e un croissant con salmone e insalata, buonissimi!

Per raggiungere Lipsia percorro 250 km e arrivo nel pomeriggio. Parcheggio l’automobile nel multipiano vicino alla Thomaskirche e vado diretto alla Chiesa per ammirare la statua del personaggio più illustre della città: Johann Sebastian Bach.


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Nel 1723 Bach divenne il direttore musicale della Chiesa di San Tommaso e compose numerose cantate per le due Chiese principali della città, esibendosi però spesso anche al Caffè Zimmermann con cantate di carattere non sacro. Le spoglie del genio riposano nella Thomaskirche ed è possibile ripercorrere tutta la sua storia visitando il museo a lui dedicato.

Passando per Markplatz arrivo in un altro simbolo non solo di Lipsia, ma di tutta la Germania, anzi, di tutta Europa. Si tratta della Nikolaikirche, la Chiesa evangelica in cui il 9 ottobre del 1989 si tenne la manifestazione che aprì la strada al crollo della Germania comunista. È particolarmente emozionante pensare che solo 30 anni fa questa parte del Paese era sotto al blocco comunista e ora sembra essere risorta dalle sue “ceneri”, proprio come una fenice.

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Passo davanti al Neues Rathaus, ripercorro un pezzetto del Martin-Luther-Ring, riprendo l’automobile e vado a riconsegnarla alla Sixt. Prendo un taxi per arrivare all’Hotel Fürstenhof, lascio i bagagli e vado a cena in un ristorante del centro ammirando le mille luci di una città che purtroppo non sono riuscito a visitare come volevo, ma in cui tornerò presto per approfondirla.

Viaggio in Germania: sesto giorno: la partenza da Berlino

La sveglia alle 6:30 del mattino mi ridesta da un sonno profondo, è arrivato il momento di lasciare Lipsia per andare a Berlino e prendere l’aereo che mi riporterà in Italia. Fortunatamente la stazione ferroviaria è a due passi dall’hotel e il treno impiega un’ora per arrivare alla stazione centrale di Berlino. Da lì prendo un taxi che in venti minuti mi porta in aeroporto.

Questo viaggio in Germania volge al termine, in volo ripercorro con la mente tutti i momenti belli trascorsi on the road, visitando una zona di cui ignoravo totalmente l’esistenza ma che mi ha particolarmente sorpreso per la sua bellezza, per la sua tranquillità e per le tante curiosità storiche.

 

This post was brought to you as a result of the German blog trip #EnjoyHiddenGermany, a project between GNTB and iambassador. VoloGratis.org maintains full editorial control of the content published on this site.

Andrea Petroni

Un bel giorno di novembre apre per gioco il blog VoloGratis.org e si ritrova ad essere uno dei travel bloggers più seguiti e più influenti in Italia. Ama coccolare il suo bassethound Gastone, cantare sia dentro che fuori alla doccia, suonare la chitarra e viaggiare per il mondo. Odia fare la valigia e gli hotel con i bagni in comune. Porta avanti la battaglia “più viaggi per tutti” non solo su VoloGratis.org ma anche su m2oradio e sulle pagine de L'Huffington Post. Il 18 maggio 2017 è uscito il suo primo libro "Professione Travel Blogger" disponibile in tutte le principali librerie italiane, anche online.

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